Milano – «Il richiedente asilo ha diritto a rimanere nel territorio dello Stato in pendenza di esame» della sua domanda anche quando «sia stata presentata dopo l’emissione di un provvedimento di espulsione, ferma restando la possibilità» di «disporre il suo trattenimento» in un Centro di permanenza. Con una sentenza la corte di Cassazione smonta la bufala sulle espulsioni facili promesse dal nuovo governo, riaffermando un principio solo apparentemente illogico. Anche quando la domanda di protezione, come nel caso esaminato dai giudici, viene presentata successivamente al decreto di espulsione, il migrante ha diritto a rimanere in Italia per il tempo necessario all’esame dell’istanza. Potrebbe accadere, infatti, che un migrante che soggiorna irregolarmente nel nostro Paese, possa passare nel volgere di qualche tempo dal profilo di irregolare a quello di profugo se, e non è raro, il Paese da cui proviene nel frattempo è diventato zona di guerra o sottoposto a dittature. Una possibilità, specie per chi proviene dall’Africa, tutt’altro che remota a causa delle perduranti instabilità. Se si ritenesse che la domanda del migrante da espellere sia «strumentale », osserva la Cassazione, perché presentata per prendere tempo ed evitare il rimpatrio, le autorità possono disporre il trattenimento dello straniero in un centro, in attesa che le Commissioni territoriali decidano se si tratta di un profugo o di un ‘furbetto’.
Nel caso della donna che era ricorsa fino alla Cassazione, il giudice di pace a cui si era rivolta per opporsi all’espulsione aveva confermato il provvedimento del prefetto. Ma secondo l’avvocato Giuseppe Carnabuci, che ha difeso l’immigrata, per legge chi ha proposto domanda di asilo è autorizzato a rimanere sul territorio italiano, e la Cassazione ha esteso questo principio attuandolo a prescindere da quando la domanda sia presentata. L’asilo, infatti, è un diritto individuale che va concesso caso per caso.
L’episodio in questione, peraltro, è esemplare. La donna, una cubana sposata con un italiano che l’ha poi abbandonata facendo perdere le proprie tracce, ha presentato una doppia richiesta, di asilo politico e di riconoscimento dello stato di apolide. Al momento, tra l’altro, è libera perché il suo trattenimento a Ponte Galeria (Roma) non è stato rinnovato.
Intanto resta aperto il fronte libico. Ieri il ministro Danilo Toninelli ha annunciato che alla Guardia costiera verranno forniti droni per il pattugliamento del Mediterraneo allo scopo di facilitare la ricerca e il soccorso di naufraghi. (Nello Scavo – Avvenire)



