Vicenza – “Ho dato la disponibilità per un gruppetto di quattro, cinque persone. Perché noi facciamo solamente accoglienza mirata, mettendo i profughi in un’abitazione con dei volontari che possano seguirli in tutto. Dalle necessità quotidiane, alla lingua”. Lo dice oggi, in una intervista al Corriere del Veneto il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol parlando dell’accoglienza dei profughi della nave Diciotti presi in carico dalla Conferenza episcopale italiana. Il presule, tre anni fa, fu tra i primi vescovi ad aprire le porte dell’Episcopio ai migranti. “Non me la prendo con nessuno – dice mons. Pizziol – ma la vicenda della Diciotti mi ha turbato”.
Attualmente la diocesi veneta ospita migranti in 17 appartamenti occupati, con quattro, massimo cinque persone per ciascuno: “tutti – spiega mons, Pizziol – gli ospiti hanno sempre accanto un gruppo di volontari, legati prevalentemente alle parrocchie o alla chiesa comunque. Ma si tratta di un’accoglienza mediata tramite le Prefetture. Quella della Diciotti, invece, sarà un’esperienza nuova”. (R.I.)



