Papa Francesco: il grido dei poveri è anche quelle di “chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo”

Città del Vaticano – Lasagna, bocconcini di pollo con contorno di purè di patate e tiramisù. E’ il menù offerto ieri in Vaticano a 1500 persone povere e bisognose. Un pranzo in occasione della Giornata mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco che ha voluto sedersi accanto a loro. Nella celebrazione eucaristica nella basilica di San Pietro ha parlato del “Il grido dei poveri”: quel “grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido – ha detto il Papa – di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà”. Il pontefice torna a chiedere  attenzione per gli “ultimi” della terra, gli “scartati”, troppo spesso ai margini di una società  dove pochi hanno molto e molti invece niente. Tra i poveri sicuramente i migranti che per diverse ragioni sono costretti a lasciare il proprio Paese come la carovana di migranti che

dal Sud America spera di arrivare negli Usa. Per il pontefice essere dalla parte dei poveri non è una scelta, una opzione, “la moda di un pontificato”: per la Chiesa deve essere “un’esigenza”. Dopo la celebrazione e la recita dell’Angelus, nell’Aula Paolo VI trasformata in una grande sala, pranzo coi i poveri: “Ringrazio tanto tutti voi per la compagnia. Adesso mi dicono che incomincia la vera festa e il Papa deve andarsene via, perché la festa sia buona!”, ha detto Bergoglio lasciando la sala. (R. Iaria)