Parrocchie “presidi di accoglienza”

Roma – Con un convegno in Vicariato, a Roma, sono iniziati, su iniziativa dell’Ufficio Migrantes diocesano e del centro Missionario, gli incontri  formativi sull’immigrazione, aperti a tutti. Il primo incontro ha avuto come tema “Liberi di partire e liberi di restare”, titolo anche della campagna della CEI. Concludendo l’incontro il vescovo ausiliare e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio, Mons. Paolo Lojudice, le parrocchie devono diventare “presidi di accoglienza”: “ricordiamoci – ha detto –  di tenere sempre disponibili appartamentini o locali adiacenti le nostre chiese, perché se qualcuno ci bussa in cerca di un tetto, non dobbiamo mai rispondere: non c’è posto per te. È il Signore che ci chiede questo, non dimentichiamolo mai”. E “Liberi di partire e liberi di restare” rappresenta “un programma – ha spiegato l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Mons. Gian Carlo Perego, fino allo scorso anno Direttore Generale della Fondazione Migrantes – sui diritti delle persone, da una parte di voler trovare una vita migliore e dall’altra di essere accolti in una città aperta, capace di dare loro delle opportunità, per costruire percorsi di promozione e di tutela contro i trafficanti e gli sfruttatori, e per un economia più giusta a servizio dell’uomo e non il contrario”. E la libertà di scelta la possiamo trovare ben delineata nei quattro verbi utilizzati da Papa Francesco nell’ultimo suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e cioè accoglienza, promozione, tutela ed integrazione. Quattro verbi concatenati tra loro” Mons. Perego ha evidenziato come l’Italia non è il Paese preferito da chi lascia il proprio. Non è raro, infatti, che una famiglia sia costretta ad aspettare fino a dieci anni prima di riunirsi, perciò molti scelgono altre destinazioni. All’incontro anche il comboniano p. Giulio Albanese che ha parlato del ruolo dell’informazione che è quello di far conoscere anche le “periferie del mondo”: “raccontare queste realtà è la prima forma di solidarietà verso le popolazioni migranti, perché oggi la vera sfida per battere la paura, la diffidenza o l’indifferenza verso l’altro è soprattutto sul piano culturale”.

Altri incontri il 9 febbraio, il 16 marzo e il 6 aprile, dice il direttore Migrantes di Roma, Mons. Pierpaolo Felicolo secondo il quale diventa importante soffermarsi su vari aspetti del fenomeno per “non speculare sul tema dell’immigrazione. Bisogna fare attenzione – è l’invito del sacerdote – alla cattiva informazione perché spesso si mette al centro la paura e non la ricchezza dell’incontro con il diverso”. Roma è stata sempre “una città molto accogliente” come dimostrano anche tante attività di volontariato a testimonianza che  “lo sforzo di accogliere è uno sforzo di civiltà e non deve mai venire meno”, ha spiegato Mons. Felicolo. (R.I.)