Papa Francesco: “il piccolo Gesù ci ricorda che metà dei profughi sono bambini incolpevoli”

Città del Vaticano – “La Santa Famiglia di Nazareth visse l’angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”.

Ricevendo in udienza nei giorni scorsi nella Sala Clementina i promotori, gli organizzatori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, che ha avuto luogo sabato nell’Aula Paolo VI, promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione pontificia Scholas Occurrentes e della Fondazione salesiana Missioni Don Bosco, Papa Francesco ha sottolineato che “il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità”.

Quest’anno, in particolare, ha proseguito Papa Francesco il Natale, “ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo – migranti, profughi e rifugiati – in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici”. “Per lasciare tutto – casa, parenti, patria – e affrontare l’ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante!”, ha sottolineato il Pontefice: “quando l’ira violenta di Erode si abbatté sul territorio di Betlemme – ha ricordato -, la Santa Famiglia di Nazareth visse l’angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”. “A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza”, ha aggiunto Francesco.