Mattarella premia gli “eroi quotidiani”

Roma – Cittadini distintisi per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Sono coloro che ieri hanno ricevuto, dal presidente della Repubblica Italiana, le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra questi Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone) insignito dell’onorificienza “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita”. Mustapha El Aoudi è un venditore ambulante di cittadinanza marocchina in Italia dal 1990. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla Polizia e portato in Questura. A ricevere una onorificenza anche Marco Omizzolo, 43 anni di Sabaudia “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato”. Omizzolo, Sociologo, è legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Tempi moderni e consigliere della cooperativa sociale In Migrazione che svolge servizi di mediazione culturale e assistenza ai migranti. Ha più volte denunciato – si legge sul sito della Presidenza della repubblica –  anche con dettagliati dossier, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Onorificenza anche a Roxana Roman, 34 anni di cittadinanza “Per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità”. Roxana, proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina il giorno di Pasqua 2018, ha denunciato coloro che gli hanno quasi distrutto il bar. E poi Igor Trocchia, 46 anni, di BergamoPer il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista”. Ex calciatore, Trocchia è venditore di generi alimentari e allenatore del Pontisola, squadra di calcio giovanile della provincia di Bergamo. Il 1° maggio 2018, a Ponte San Pietro (BG) in occasione di un torneo della categoria esordienti, durante la partita Rozzano-Pontisola, un calciatore del Rozzano offende, con insulti razzisti, il centravanti del Pontisola, mediano tredicenne, di cittadinanza italiana, figlio di genitori del Burkina Faso. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: «Giochino gli altri, noi ce ne andiamo». Ha commentato Trocchia: “nessuna coppa e nessun torneo valgono la dignità di un ragazzino”. La squadra viene ritirata nonostante stesse vincendo il torneo, la scelta è condivisa da tutti: dai calciatori alla dirigenza. E poi ancora Annalisa Ubertoni, 56 anni di Treia (MC) “Per l’esemplare contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione”. Coordinatrice del Centro di studi e servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia onlus. Responsabile del gruppo marchigiano di Refugees Welcome Italia, organizzazione impegnata nella promozione di una politica dell’inclusione sociale che passa attraverso una accoglienza domestica dei migranti Annalisa, assieme alla sua famiglia, ha accolto in casa Mohammad Toure, di 32 anni, rifugiato dalla Costa d’Avorio. “L’ospitalità domestica, la convivenza – dice – permettono un accompagnamento e una crescita reciproca, aiutano ad essere partecipi di una comunità attiva, costruiscono nuove relazioni umane, sociali e lavorative. Siamo famiglie consapevoli che chi si prende cura dell’altro si prende cura di sé. Sta a noi realizzare la capacità di condividere le diversità nella eguaglianza creando una sinergia sociale rigeneratrice per una Italia migliore e possibile”. Premiata anche Maria Rosaria Coppola, 62 anni,  di Napoli, “Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista”. Dipendente del centro di produzione Rai di Napoli Maria Rosaria  nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica ad intervenire. L’accaduto è stato filmato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook. È diventato virale in pochissimo tempo. Nel video si vede il giovane che inveisce contro gli immigrati, lanciando accuse. E poi ancora Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni di Tione (TN)Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile. Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018) la coppia tra il 2003 e il 2008 ha adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente. Oltre a Yemen, 22 anni, poliziotto nelle Fiamme Oro, Mekdes ha 19 anni, fa la commessa e abita a Trento; Mulu e Gabissa, 20 e 21 anni, lavorano come camerieri in provincia di Trento; Asna, 23 anni, è parrucchiera a Milano; Neka, 24 anni, fa il cameriere a Trieste ed è l’altro atleta di casa: nel 2013 ha vinto il Mondiale juniores di corsa in montagna; Elisabet, 27 anni, è rientrata in Etiopia e lavora nella cooperazione; Kelemu, 28 anni, fa l’operaio a Tione (TN).

Insieme a loro tanti uomini e donne che con la loro testimonianza hanno dato esempi di altruismo e solidarietà.