Roma – La rappresentanza politica degli italiani all’estero nel Parlamento viene “ripetutamente messa in discussione ed esposta a proposte legislative di ridimensionamento, benché da tempo gli stessi organismi di rappresentanza intermedia, i Comitati degli italiani all’estero e lo stesso Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), si siano fatti promotori di iniziative legislative di autoriforma e di suggerimenti migliorativi della legge sul voto all’estero nella circoscrizione estero per aggiornare e rafforzarne le prerogative e adeguare gli strumenti per i quali sono stati istituiti”.
E’ quanto scrive il segretario del Cgie, Michele Schiavone, in una lettera inviata in questi giorni al presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella ringraziandolo anche perché in questi anni di mandato presidenziale “si sta prodigando a mantenere vivo l’indissolubile rapporto tra l’Italia e i cittadini italiani residenti all’estero che negli ultimi lustri sono aumentati a dismisura fino a diventare parte indistinta della nuova mobilità globale”.
“Le Sue visite alle Comunità italiane nel mondo effettuate durante gli incontri con i Capi di Stato, grazie al suo modo di porsi – scrive Schiavone – contribuiscono a rafforzare il legame con la Madrepatria e con le istituzioni del nostro Paese, lasciando nei nostri connazionali e negli italo-discendenti dei ricordi indelebili, di cui siamo fieri e orgogliosi. Si tratta di sentimenti – sottolinea la missiva – che hanno percepito i nostri connazionali in Argentina, Uruguay, Canada e sicuramente avranno la fortuna di constatarlo, gli italiani residenti in Germania in occasione della Sua imminente visita”. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si dice “preoccupato dell’incongruente incidenza che potranno avere le risorse finanziarie contenute nella legge finanziaria, destinate alle politiche per gli italiani all’estero nell’ambito dell’informazione e della comunicazione, del mondo dell’educazione e della formazione nel quale si colloca la promozione della lingua e della cultura italiana, vero volano economico e culturale per l’internazionalizzazione del Sistema Italia, nonché dei contributi all’assistenza dei nostri connazionali residenti nelle aeree di crisi politiche ed economiche, e non per ultimo il sostegno al buon funzionamento dei Comites e del CGIE, per i quali le leggi istitutive prevedono dei precisi capitoli di spesa, che purtroppo rischiano ancora di essere disattesi, mettendo in serie difficoltà il loro funzionamento”. Per “diradare i forti dubbi sulle risorse finanziarie a breve e medio termine” il Cgie confida nella “saggezza del Parlamento e sul riconoscimento del valore aggiunto prodotto dalle nostre Comunità all’estero, grazie al quale il nostro Paese consolida il proprio PIL e i rapporti di amicizia con la Comunità internazionale”.



