Migranti da 11 giorni in mare: “inaccettabile” per il Centro Astalli

Roma – Ancora nessun porto europeo autorizza lo sbarco dei 49 migranti in mare da 11 giorni. Tra loro ci sono donne e bambini. Il Centro Astalli esprime “seria preoccupazione” per le persone a bordo, esposte ai rigori dell’inverno e alle condizioni del mare in via di peggioramento. “Non dimentichiamo – afferma il Centro dei gesuiti –  che si tratta di persone provate da lunghi viaggi di cui il Mediterraneo rappresenta verosimilmente solo l’ultimo tratto in balia di trafficanti e privazioni. Sono partiti dalla Libia dove è notorio che sicurezza e dignità dei migranti siano sistematicamente violati. E si trovano ora in una situazione in cui cibo e cure mediche potrebbero non essere più sufficienti e adeguati a garantire la loro incolumità e sopravvivenza”.

P. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, definisce:  “ingiustificabile una tale chiusura da parte dei singoli governi europei che si ostinano a non voler portare in salvo poche persone in condizioni di pericolo e grave vulnerabilità. Un braccio di ferro disumano – afferma – sulla pelle di innocenti in cerca di salvezza non può essere la via per disciplinare e gestire i flussi migratori dall’Africa verso l’Europa. Tanta indifferenza per le sorti dei migranti è da condannare senza attenuanti. Per il diritto del mare la chiusura del porti è consentita solo per gravi motivi di ordine pubblico e sicurezza, mentre il soccorso a chi si trova in mare in condizioni di difficoltà, deve essere sempre e tempestivamente garantito”.

“Chiediamo – aggiunge in una nota il Centro Astalli – a chi ricopre incarichi istituzionali di attivare ogni canale politico e diplomatico possibile per trovare in tempi rapidissimi una soluzione. Chiediamo inoltre un atto di umanità che garantisca la dignità e la protezione delle persone e che rimetta al centro delle agende dei governi democratici europei il bene comune, il rispetto dei diritti e la sicurezza di tutti”.