Ti insegno come funziona “In Italia”

Roma – Salif Ba e Olga Novak hanno in comune un sogno: stabilirsi in Italia e trovare qui un lavoro che li appassioni e permetta loro di realizzarsi. I due non potrebbero essere più diversi per storia, cultura, carattere.

 
Salif ha 36 anni, viene dal Senegal, è timido e riservato. Olga, di due anni più giovane, è croata, è vedova e nel nostro Paese è arrivata insieme ad Anna, la figlia sedicenne. Le differenze non impediscono ai giovani di innamorarsi, sposarsi e di formare una nuova famiglia in Italia. Da qui, il titolo della trasmissione: “In Italia”. Le avventure di “casa Ba” sono appena tornate sugli schermi di Rai Scuola. Tutti i giorni, ogni quattro ore dopo le 10.30, va in onda un episodio. Le puntate, poi, verranno replicate su Rai Uno – il giovedì e il venerdì, all’1.30 di notte circa – dal prossimo 3 novembre. Non si tratta solo di una serie divertente e appassionante. Il programma – prodotto da Rai Educational – è anche molto istruttivo. Perché, attraverso le storie dei Ba, insegna agli oltre quattro milioni di stranieri residenti nella Penisola – ormai il 7 per cento della popolazione – la nostra lingua, la nostra cultura e le nostre leggi. Tanti immigrati, infatti, conoscono solo le parole essenziali dell’italiano. Alcuni nemmeno quelle.
“In Italia” – prodotto in collaborazione col ministero dell’Università – è un corso vero e proprio che, attraverso la televisione, raggiunge tutti, gratuitamente. I dialoghi di ognuno degli ottanta episodi sono dedicati a una parola o a un’espressione particolare. Che viene replicata in vari contesti. In modo che i telespettatori possano ripeterla e memorizzarla. Non solo.
Sul sito, www.initalia.rai.it, gli interessati trovano esercizi, approfondimenti, spiegazioni aggiuntive. Una sorta di quaderno online: per essere ancora più chiaro, inoltre, il portale è tradotto in arabo, rumeno e albanese, le tre lingue straniere più diffuse nel nostro Paese. L’obiettivo è formare nuovi cittadini, capaci di integrarsi nella comunità e vivere nel migliore dei modi in Italia. Proprio come Salif e Olga. (Avvenire)