La stampa cattolica italiana in Europa
La manovra economica e la situazione politica italiana, l’incontro dei cattolici a Todi. Questi alcuni degli argomenti su cui si concentrano gli editoriali dei giornali cattolici italiani in Europa (Gcie), aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). In Europa le Missioni cattoliche sono 160, con circa 300 missionari (molti in età avanzata). Alcune delegazioni nazionali e Missioni hanno ultimamente investito nella comunicazione ecclesiale, scegliendo di aderire alla Fisc e costituendo una propria delegazione. Ne fanno parte “Migranti-press” (Fondazione Migrantes – Italia), “Il Corriere degli Italiani” (Svizzera), “Corriere d’Italia” (Germania), “Nuovi Orizzonti Europa” (Francia, Belgio, Lussemburgo), “La Voce degli Italiani” (Inghilterra) e “Webgiornale.de” (Germania). Si tratta per lo più di mensili che uniscono all’uscita cartacea newsletter settimanali e aggiornamenti on line sui rispettivi siti.
La manovra economica e la crisi.
“Mentre la crisi economica italiana si è anche radicata sotto il profilo politico, ci siamo chiesti, con la lucidità di chi s’identifica nel cittadino contribuente, se la recente manovra economia, già dolorosamente operativa, sia stata la terapia utile per tentare di sanare il ‘buco’ presente nella nostra bilancia delle entrate. A ben osservare, non ne siamo più convinti”, scrive Giorgio Brignola, direttore responsabile della Voce degli Italiani (Inghilterra). “Soprattutto – aggiunge – perché le manovre economiche correttive hanno senso ed efficacia in un sistema economico equilibrato; il nostro non lo è stato mai e, di conseguenza, la terapia non sortirà effetto”. Secondo Brignola, “sarebbe indispensabile rivedere il gettito fiscale. Ma partendo dall’alto. Perché è dall’alto che si concretizza l’evasione”. “Intanto, senza clamore, si dovrebbero eliminare tanti enti territoriali, rivisitando le strutture dei Comuni e delle Regioni (che dovrebbero essere tutte a statuto ordinario). Gli enti intermedi, in pratica le Province, hanno fatto il loro tempo. Meglio pensionarli prima che sia troppo tardi”. Poi, ci vuole “una seria riforma fiscale” poiché l’attuale sistema “è iniquo e penalizza principalmente i redditi facilmente accertabili (lavoro dipendente e pensioni). In buona sintesi, siamo convinti che se fossero introdotte aliquote più ragionevoli ed esenzioni meno limitative, tutti sarebbero più incentivati a versare quanto dovuto al fisco”.
La 51ª fiducia.
Parla della 51ª fiducia ottenuta dal governo Berlusconi il Corriere degli Italiani (Svizzera), per il quale l’esecutivo s’illude “così di riuscire ad arrivare verso l’agognata meta di fine naturale della legislatura ma in realtà non rendendosi conto di trascinarsi malamente sul terreno parlamentare come i soldati di Napoleone quando battevano ritirata nell’innevata campagna russa”. “Le scarpe rotte e tutto il resto – scrive il giornale elvetico – è dato dall’autentica armata Brancaleone alla quale ormai si è ridotta la maggioranza, in cui praticamente tutti sono contro tutti e solo le deprecabili pratiche di mercimonio parlamentare la fanno stare in piedi nei passaggi cruciali”, mentre “per il resto è tutto un navigare a vista”. In preparazione della scadenza elettorale “anche per evitare lo spettacolo di una campagna volgare e lacerante, al Paese va presentato con un certo anticipo un nuovo progetto politico e possibilmente anche una leadership, se non proprio un vero leader, come in fondo è accaduto o sta accadendo negli altri Paesi europei”.
L’incontro di Todi.
All’appuntamento di Todi dedica l’editoriale – riprendendo quello del SIR – Webgiornale.de (Germania). “‘Non si cambia la politica con i convegni’: l’affermazione, nel corso del seminario di Todi, riassume sobriamente e realisticamente la volontà di dare significato e peso alla presenza dei cattolici in politica nel nostro Paese attraverso un movimento di pensiero e impegno. Senza nostalgie e con l’intelligenza di chi attraversa il tempo della crisi non con le ragioni del pessimismo ma con quelle del realismo della speranza”. “C’è una traccia – prosegue – che dal 17 ottobre viene da Todi, una traccia che può essere calpestata e, quindi, cancellata, oppure può rimanere visibile a chi è in ricerca di verità lungo i sentieri del nostro paesaggio culturale e politico. E sarebbe un imperdonabile errore se, in questa avventura, non fossero presenti i giovani con le loro responsabilità e le loro capacità. Non si può pensare e costruire un futuro per loro ma si deve pensare e costruire un futuro con loro. Occorre renderli protagonisti e responsabili di una storia in cui la memoria e i padri non devono essere palle al piede ma ali per volare”. “Questa – conclude – è la sfida che oggi interroga il laicato cattolico nelle sue diverse sensibilità, competenze ed età”.



