Milano – L’assistenza sanitaria agli immigrati nel nostro Paese e in particolare in Lombardia. Esistono delle tutele sanitarie per gli extracomunitari? Cosa viene offerto loro da ambulatori pubblici e privati? Di questo e altro si discute oggi nell’Aula Magna della Clinica Mangiagalli, Ospedale Maggiore Policlicinico di Milano. A conclusione, il dottor Marco Mazzetti, medico Gris Lombardia, organo regionale della Società italiana di Medicina delle migrazioni che ha organizzato il convegno col Policlinico, si confronterà con Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e ai Servizi per la salute, del Comune di Milano. Tra i presenti Barbara Randazzo, che insegna diritto regionale all’Università Statale, illustrerà i principi giuridici del diritto alla salute.
La legge italiana infatti considera la salute un diritto inalienabile per ciascun individuo, secondo quanto stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 (art.25), fatta propria dalla Organizzazione mondiale della sanità. In coerenza con questi principi, in Italia, l’accesso alle cure è garantito anche per gli immigrati privi di permesso di soggiorno, secondo l’articolo 35 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998. Sempre l’articolo 35 dice che “uno straniero può usufruire di cure ambulatoriali e ospedaliere, utilizzando il codice Straniero temporaneamente presente (Stp), previsto dal decreto attuativo della legge”.
In tema di diritti costituzionali, l’articolo 32 dice che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo (e non del cittadino, ndr) e nell’interesse della collettività”, quindi di tutti. Alla tavola rotonda si discuterà degli ambulatori Lombardi e dei migranti. Saranno presenti il dottor Basilio Tiso, direttore medico di Ospedale Maggiore Policlinico e Mangiagalli, che parlerà di come i due nosocomi si rivolgono sia ai pazienti italiani sia agli immigrati, e Issa El Hamad, medico, esporrà la medicina del disagio. (Giovanna De Fabiani – Avvenire Milano)
La legge italiana infatti considera la salute un diritto inalienabile per ciascun individuo, secondo quanto stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 (art.25), fatta propria dalla Organizzazione mondiale della sanità. In coerenza con questi principi, in Italia, l’accesso alle cure è garantito anche per gli immigrati privi di permesso di soggiorno, secondo l’articolo 35 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998. Sempre l’articolo 35 dice che “uno straniero può usufruire di cure ambulatoriali e ospedaliere, utilizzando il codice Straniero temporaneamente presente (Stp), previsto dal decreto attuativo della legge”.
In tema di diritti costituzionali, l’articolo 32 dice che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo (e non del cittadino, ndr) e nell’interesse della collettività”, quindi di tutti. Alla tavola rotonda si discuterà degli ambulatori Lombardi e dei migranti. Saranno presenti il dottor Basilio Tiso, direttore medico di Ospedale Maggiore Policlinico e Mangiagalli, che parlerà di come i due nosocomi si rivolgono sia ai pazienti italiani sia agli immigrati, e Issa El Hamad, medico, esporrà la medicina del disagio. (Giovanna De Fabiani – Avvenire Milano)



