Amnesty International: finita l’ “Emergenza Nomadi”, e’ tempo di diritti per i rom in Italia

Roma – Le autorità italiane devono “agire immediatamente per contrastare la discriminazione nei confronti dei rom e fornire un rimedio a coloro che sono stati colpiti dalle massicce violazioni dei diritti umani commesse sulla base di un illegittimo stato d’emergenza”. La richiesta arriva da Amnesty International pochi giorni dopo che il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il decreto governativo del 2008 che aveva dato il via allo stato d’emergenza in relazione agli insediamenti “nomadi” (la cosiddetta “emergenza nomadi”).
Un rapporto presentato ieri dall’organizzazione per i diritti umani, dal titolo “’ ‘Tolleranza zero verso i rom’: sgomberi forzati e discriminazione contro i rom a Milano”, descrive come, in base all’“emergenza nomadi”, le autorità abbiano potuto chiudere campi autorizzati e non autorizzati di Milano, in deroga alle norme che proteggono i diritti umani.
“Dichiarare uno stato d’emergenza su basi infondate nei confronti di una minoranza etnica e mantenerlo in vigore per tre anni e mezzo è stato uno scandalo. L’ ‘emergenza nomadi’ era illegale e discriminatoria in base al diritto internazionale dei diritti umani e non avrebbe mai dovuto essere dichiarata”, ha affermato Valentina Vitali, ricercatrice sull’Italia del Segretariato Internazionale di Amnesty International.
“In base all’ ‘emergenza nomadi’, le autorità hanno potuto eseguire sgomberi forzati impunemente. Ora il governo di Mario Monti deve favorire un’inversione di rotta. Deve fornire rimedi a tutte le persone colpite dagli sgomberi forzati e da altre violazioni dei diritti umani. Deve porre i diritti umani in cima alla sua agenda”, ha proseguito Vitali.  
Nel maggio 2008, il governo italiano ha dichiarato uno stato d’emergenza in relazione agli insediamenti delle comunità “nomadi” in tre regioni, tra cui la Lombardia, per affrontare quella che considerava “una situazione di grave allarme sociale, con possibili ripercussioni in termini di ordine pubblico e di sicurezza per la popolazione locale”.
Una madre di cinque figli, sgomberata numerose volte con la sua famiglia da svariati campi non autorizzati di Milano, ha dichiarato ad Amnesty International: “Gli sgomberi fanno male; portano via i nostri diritti e la nostra felicità. Sono un trauma, mio figlio di otto anni per lo shock non ha parlato per mesi dopo uno sgombero”.
A Milano, lo stato d’emergenza ha aperto la strada a un piano condiviso tra autorità nazionali e locali per chiudere quasi tutti i campi autorizzati in cui risiedono i rom. Questo piano è anche collegato all’”Expo 2015”, l’Esposizione che si terrà a Milano nel 2015. I progetti infrastrutturali per questo evento internazionale hanno già portato alla chiusura di due campi autorizzati, si legge in una nota di Amnesty.
“Le autorita’ di Milano devono sospendere e rivedere i piani per la chiusura dei campi autorizzati e assicurare che essi rispettino in pieno gli standard internazionali sui diritti umani. Devono garantire protezione legale alle persone interessate, impegnarsi in una consultazione autentica con loro e fornire alternative abitative adeguate”, sottolinea ancora Vitali aggiungendo che sei mesi dopo aver assunto la carica di sindaco di Milano, Giuliano Pisapia “deve ancora dimostrare che il vento è cambiato per davvero per le donne, i bambini e gli uomini rom di Milano. Un cambiamento reale vorrebbe dire la fine degli sgomberi forzati e della discriminazione, insieme all’inizio di un dialogo significativo con i rom, con l’obiettivo di affrontare la questione delle loro condizioni abitative in linea con gli standard internazionali”.