Slovacchia: “Segregazione e antiziganismo sono alla base dell’esclusione dei rom”

Bruxelles – “In Slovacchia, la retorica razzista e anti-rom è ancora pratica comune tra i principali responsabili politici, nonché in alcuni mezzi di comunicazione scritti e audiovisivi. Le autorità slovacche dovrebbero intensificare gli sforzi per prevenire la diffusione di simili pregiudizi, soprattutto attraverso la promozione dell’autoregolamentazione dei partiti politici e dei media e tramite l’applicazione rigorosa delle disposizioni penali in vigore”. Lo ha affermato Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa pubblicando oggi il suo rapporto sulla visita condotta in Slovacchia il 26 e 27 settembre. Il rapporto è incentrato sulla protezione dei diritti fondamentali dei rom e delle persone disabili.

 
Al fine di risolvere il problema delle continue segnalazioni di violenti crimini motivati dall’odio contro membri di minoranze etniche, segnatamente i rom, il Commissario invita le autorità slovacche ad applicare con maggiore efficacia le disposizioni di diritto penale che considerano la motivazione razzista una circostanza aggravante.
Le autorità slovacche hanno intrapreso delle iniziative per contrastare i comportamenti scorretti dei membri delle forze dell’ordine contro i rom, ma questa pratica “continua a persistere. È necessario intensificare gli sforzi, garantendo lo svolgimento di indagini effettive e facendo sì che tutti i funzionari responsabili di tali atti siano puniti in modo adeguato”.
“Le autorità della Slovacchia dovrebbero considerare la creazione di un’istanza, indipendente dalla polizia e dalle autorità preposte all’applicazione della legge, in grado di indagare sulla cattiva condotta delle forze dell’ordine, in particolare sui casi di discriminazione razziale”, ha affermato il Commissario.