Trento – Accompagnare le donne immigrate della Val di Ledro in un progetto personalizzato costruito valorizzando i loro interessi, le loro esperienze e le loro capacità. Questo per dotare le “nuove trentine” degli strumenti necessari per affrontare il mercato del lavoro, tenendo conto delle reali esigenze del territorio. Era questo lo scopo dell’iniziativa denominata “Convivenza, lavoro e pari opportunità nelle scelte e nei percorsi lavorativi. Donne straniere per la valorizzazione delle differenze sociali e lavorative”. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Cinformi dell’assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di Trento, della Consigliera di Parità e del Comune di Ledro. Alla realizzazione dell’iniziativa hanno collaborato le cooperative sociali Arcobaleno ed Ephedra. Accanto a questa sinergia, il progetto ha potuto contare su una vasta rete territoriale di interlocutori: con il Comune anche la Scuola, la Biblioteca, la Casa di riposo, la Pro Loco e il mondo economico. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati presso l’APSP Giacomo Cis di Bezzecca. Il percorso ha preso il via in Val di Ledro nell’aprile del 2011. Inizialmente, nella fase preparatoria, i coordinatori hanno conosciuto a fondo le capacità individuali delle donne immigrate e vi sono stati diversi incontri sul territorio per cogliere le specificità del mercato del lavoro locale. Nella seconda fase del progetto sono stati individuati diversi percorsi per le singole donne straniere mirati a conciliare le loro abilità con le richieste del territorio. Insieme sono state definite le priorità per promuovere un percorso di migrazione propositivo: le donne straniere, di origine africana e araba, hanno potuto potenziare l’apprendimento della lingua italiana e rafforzare la conoscenza del funzionamento della società di cui oggi fanno parte; hanno frequentato spazi di aggregazione per dialogare e mettere a confronto le proprie aspettative, per trovare coraggio e soprattutto per sconfiggere la solitudine che spesso accompagna lo scorrere delle loro giornate. Alcune donne di origine immigrata sono andate a scuola per imparare un mestiere; tutte hanno incontrato il mondo del lavoro per capirne le regole, le richieste e le reali possibilità. Ciò ha messo le “nuove trentine” nella condizione di poter affrontare adeguatamente il mercato occupazionale. E sono arrivati concreti risultati sul fronte dell’occupazione (presso gli operatori turistici della Val di Ledro); a testimoniarlo sono stati gli stessi datori di lavori, che hanno raccontato le loro positive esperienze con le donne di origine immigrata. Fra i risultati del progetto è stata sottolineata anche la collaborazione fra ente pubblico, privato sociale e istituzioni attive a vario titolo sul territorio. Ciò a vantaggio dell’inclusione sociale degli stessi migranti. Un obiettivo, questo, fra le priorità del Piano Convivenza approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami.



