Migrantes Sicilia: solidarietà al parroco di Lampedusa per il rogo dei barconi custoditi dalla parrocchia

Palermo – L’Ufficio Migrantes della Conferenza Episcopale Siciliana e il vescovo delegato per le Migrazioni, mons. Calogero La Piana, esprimono “fraterna vicinanza” alla parrocchia di Lampedusa e al parroco, don Stefano Nastasi, per il rogo appiccato a uno dei barconi custoditi nel recinto della “Casa della Fraternità” e utilizzati dai migranti per la traversata del Mediterraneo.
L’imbarcazione era stata destinata dall’amministrazione comunale all’associazione Askavusa per il progetto del Museo delle migrazioni. All’Associazione “Askavusa”, la Migrantes delle Chiese di Sicilia manifesta la “propria solidarietà” e la invita a “non abbandonare un progetto così importante”.
L’Ufficio Regionale, inoltre, rileva – si legge in una nota diffusa oggi pomeriggio – con “preoccupazione il riproporsi, sulla principale Isola delle Pelagie, di un clima di intolleranza e rifiuto. Il gesto violento e le minacce di pochi sconsiderati – si legge – mettono in pericolo la crescita e il consolidamento di quel sentimento di collaborazione che ha consentito, a Lampedusa e Linosa, di fornire al mondo un esempio limpido di umanità e carità cristiana. Come dimenticare che nei mesi della Primavera araba, nel 2011, decine di migliaia di migranti attraversarono il Mediterraneo in fuga da guerre, fame e oppressione e su quelle Isole trovarono un approdo di umanità?”.
L’invito è quello di “non disperdere questo patrimonio, che non è solo lampedusano, ma italiano, europeo e mondiale; l’invito è, ancora una volta – prosegue la nota – quello di continuare a coltivare le ragioni della speranza e dell’umanità e di non lasciarsi sopraffare dalle azioni di qualche sconsiderato, ancora più gravi se si considera che sono state portate a termine pochi giorni dopo una di quelle stragi del mare che hanno fatto delle acque del Mediterraneo un cimitero”.
In passato – ricordano la Migrantes della Sicilia e il Vescovo delegato – altre fiamme hanno minacciato la “Casa della Fraternità”, ma “per spegnere quelle appiccate a uno dei barconi simbolo del viaggio dell’umanità migrante, è necessaria l’azione responsabile di tutti i testimoni di un dolore che spesso non trova parole, ma cerca risposte in ciascuno di noi”.