Palermo – Nei giorni scorsi è morto padre Gaetano Nanni. Era il decano degli Oblati Italiani, essendo nato a Sante Marie (Diocesi di Marsi – L’Aquila) il 1° settembre 1919. Aveva fatto la prima professione nel 1937 ed era stato ordinato a San Giorgio nel 1943. Dopo cinque anni di ministero a Oné di Fonte, nel 1948 aveva raggiunto l’Australia per “accompagnare la vita e la fede” di tanti immigrati Italiani. Aveva celebrato normalmente la S. Messa agli Italiani di Fremantle la domenica 29 Luglio, quando il 30 Luglio si è sentito male improvvisamente ed è deceduto. I funerali si sono svolti a Fremantle otto giorni dopo e lì è stato tumulato.
Nel 2007 ho trascorso con lui tre mesi nella comunità dei Missionari Oblati di Maria Immacolata di Frementle, in Australia.
Di questo Missionario Oblato mi porto nel cuore la sua “giovinezza interiore”. Era sempre contento sereno, capace di meravigliarsi delle opere di Dio e della vita degli emigrati italiani che partecipavano all’adorazione notturna. Emigrati che provenivano dal Sud Italia ma anche dal Veneto. Lui, che viveva la sua missione in Italia, aveva avuto l’audacia di accompagnare le centinaia di emigranti che andavano in Australia. Ha vissuto questa chiamata con il Pastore che non abbandona le sue pecore. Cercava sempre di non fare perdere le radici culturali della gente. Ogni anno chiamava sempre un predicatore italiano per l’animazione della grande festa degli italiani che venerano la Madonna del Tindari (ME) e di Capo d’Orlando (ME). Gli emigrati, nella loro valigia di cartone hanno portato con loro anche la devozione alla Madonna secondo i titoli dati nelle diverse zone di provenienza degli emigranti.
Di questo sacerdote mi colpiva “lo zelo per le anime”. Nonostante l’età avanzata, con la sua macchina continuava ad andare a trovare gli ammalati, in casa, in ospedale. Non disdegnava di elargire la misericordia dei Dio attraverso il sacramento della riconciliazione, o di essere operatore di pace tra le famiglie italiane.
Lo sguardo vivace ed attento alle necessità degli italiani, trovava alimento nella lunga preghiera mattutina e nel rosario serale. Mi capitava spesso di vederlo in preghiera dinanzi al Santissimo, nella cappella della Comunità.
Nella sua ultima lettera, mi chiedeva di andare ancora in Australia e di prendere il suo posto, perché diceva che gli italiani avevano ancora bisogno di un “pastore italiano”. Nella sua azione missionaria aveva capito l’importanza della pietà popolare e delle diverse devozioni. Una pietà che gli emigrati avevano portato nel nuovo mondo e che trasmettevano ai loro figli. P. Nanni per anni ha svolto un’azione di evangelizzazione della Pietà popolare. Tutte le occasioni erano buone per ri-evangelizzare le tante devozioni, immettendo i valori evangelici e dando così “sapore” religioso alle tante manifestazioni organizzate degli stessi comitati di emigranti delle diverse parti d’Italia. Riteneva che questa pista fosse una pista privilegiata non solo per non far perdere la fede e le radici culturali agli emigrati, ma anche per continuare l’annuncio del Vangelo ed aiutarli non solo ad integrarsi nel contesto socio-politico del nuovo mondo cercando di esserne protagonisti. Il Sindaco di Fremantle a quel tempo era figlio di emigrati siciliani. “Vieni servo buono e fedele”. Che il Signore gli conceda il premio preparato. (p. Sergio Natoli – Migrantes Palermo)



