Roma – Lavoro vero” è il titolo del seminario su rifugiati e mercato del lavoro in Italia, organizzato oggi a Roma, nella Sala della Mercede presso la Camera dei Deputati, dal consorzio Connecting People. “Le attività che abbiamo sviluppato in questi anni ci hanno mostrato che la maggior parte dei soggetti da noi intervistati incontra grandi difficoltà nel trovare forme di lavoro regolare – sottolinea Giuseppe Lorenti, coordinatore dell’area formazione e ricerca del Consorzio Connecting People – Ciò per una molteplicità di motivi: una scarsa conoscenza della realtà dei rifugiati in Italia; da un’attività di informazione e orientamento che andrebbe molto potenziata; dalla difficoltà nel riconoscimento del titolo di studio; da una burocrazia che, spesso, non tiene conto delle peculiarità di questi soggetti. Vogliamo che l’esperienza da noi maturata sul campo possa apportare un contributo significativo nell’affrontare queste criticità”. Fra i dati più significativi emersi dalle interviste è la volontà della stragrande maggioranza dei rifugiati (oltre l’80%) di voler restare in Italia. Difficoltà nel riconoscimento del titolo di studio; scarsa attività di informazione e orientamento, e un eccesso di burocrazia che, spesso, non tiene conto delle peculiarià dei migranti. Sono queste le maggiori criticità che rifugiati e richiedenti asilo incontrano nel nostro paese quando si avvicinano al mondo del lavoro. Lo studio è stato condotto su 12 mila soggetti dal consorzio Connecting people nell’ambito del progetto “Nautilus 2. Verso l’integrazione socioeconomica”, un progetto finanziato con il Fondo europeo rifugiati dal dipartimento Libertà Civili per l’Immigrazione del ministero dell’Interno e che sarà presentato oggi.



