Roma – Un appello ad aver cura dei pù deboli e accogliere gli immigrati è arrivato nell’ultimo discorso di fine anno da Capo dello Stato di Giorgio Napolitano.
“In momenti impegnativi di scelta come quello della imminente competizione elettorale – ha detto parlando a reti unificate – è giusto guardare all’Italia che vorremmo nella pienezza dei suoi valori civili e culturali. E quindi come paese solidale che sappia aver cura dei soggetti più deboli, garantendoli dal timore della malattia e dell’isolamento, che sappia accogliere chi arriva in Italia per cercare protezione da profugo o lavoro da immigrato e offrendo l’apporto di nuove risorse umane per il nostro sviluppo”.
Una Italia, quindi, da far crescere aperta e inclusiva: “già un anno fa ha detto il presidente della Repubblica – avevamo 420 mila minori extracomunitari nati in Italia – è concepibile che, dopo essere cresciuti ed essersi formati qui, restino stranieri in Italia? E’ concepibile che profughi cui è stato riconosciuto l’asilo vengano abbandonati nelle condizioni che un grande giornale internazionale ha giorni fa – amaramente per noi – documentato e denunciato?”.
Giorgio Napolitano ha quindi rivolto un augurio affettuoso a tutti gli italiani “che vivete e operate in patria e all’estero, e in particolare a quanti servono da lontano la nazione, in suo nome anche rischiando la vita, come nelle missioni di pace in tormentate aree di crisi”. (R.I.)



