Colori e festa in Vaticano con il mondo dello spettacolo viaggiante

Città del Vaticano – Si sono ritrovati questa mattina molto presto a Castel Sant’Angelo migliaia di artisti dello spettacolo viaggiante per partecipare al momento clou del loro pellegrinaggio a Roma in occasione dell’Anno della fede e del 25° della Fondazione Migrantes che ha promosso l’iniziativa insieme al Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti e alla diocesi di Roma.
Per la prima volta da ieri mattina piazza San Pietro ospita un tendone del circo,
una giostra e un teatrino dei burattini che il papa potrà ammirare anche domani durante l’Angelus.
Ieri pomeriggio celebrazione nella Basilica di San Pietro presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Dicastero vaticano in apertura del pellegrinaggio. Sono seguiti spettacoli in Piazza del Popolo, Piazza Farnese e Piazza San Silvestro. Questa mattina alle 8,30 è partito il corteo da via della Conciliazione con circensi, fieranti, burattinai, artisti di strada, bande musicali, gruppi folcloristici, madonnari. e tra la curiosità dei turisti presenti in piazza. Quasi due ore di corteo.
Alle 10 l’inizio dello spettacolo nell’aula Paolo VI “Aspettando insieme il Papa”. Momenti destinati a rimanere impresse nella memoria dei partecipanti ma anche del papa che ha accarezzato due cuccioli di leone ed ha assistito ad uno spettacolo prima di portare il suo saluto.
Al suo arrivo, Benedetto XVI è stato salutato dal card. Vegliò, che ha sottolineato come lo spettacolo viaggiante esiga “costante disponibilità al pubblico di ogni età e attenzione a rispettare la sensibilità di tutti, a osservare le normative dettate dalle amministrazioni pubbliche e ad adeguarsi alle disposizioni che, a livello locale, regolano la giusta interazione tra le persone. Se ciò non è sempre facile — ha aggiunto — tuttavia rimane il desiderio di costruire corrette relazioni che vincano pregiudizi e stereotipi, eliminando eventuali discriminazioni e marginalità”. In tale contesto – ha poi aggiunto le comunità ecclesiali “con le caratteristiche di apertura e accoglienza insite nel messaggio evangelico, possono giocare un ruolo importante”. Sono seguite le testimonianze della clown tedesca Sonja Probst, del fierista francese Gérard Couasnon e del lunaparkista italiano David Degli Innocenti. Poi un’esibizione circense e quella del maestro Mimmo Cuticchio, erede della tradizione dei cuntisti siciliani.
“Ciò che anzitutto contraddistingue la vostra grande famiglia è la capacità di usare il linguaggio particolare e specifico della vostra arte”, ha detto il papa: “l’allegria degli spettacoli, la gioia ricreativa del gioco, la grazia delle coreografie, il ritmo della musica – ha aggiunto – costituiscono proprio una via immediata di comunicazione per mettersi in dialogo con piccoli e grandi, suscitando sentimenti di serenità, di gioia, di concordia”.
“Con la varietà delle vostre professioni e l’originalità delle esibizioni – ha evidenziato Benedetto XVI – voi sapete stupire e suscitare meraviglia, offrire occasioni di festa e di sano divertimento”. In realtà “proprio a partire da queste caratteristiche e con il vostro stile, voi siete chiamati a testimoniare quei valori che fanno parte della vostra tradizione: l’amore per la famiglia, la premura per i piccoli, l’attenzione ai disabili, la cura dei malati, la valorizzazione degli anziani e del loro patrimonio di esperienze”. Nell’ambiente dello spettacolo viaggiante “si conserva vivo il dialogo tra le generazioni, il senso dell’amicizia, il gusto del lavoro di squadra”. “Accoglienza e ospitalità – ha osservato Benedetto XVI – vi sono proprie, così come l’attenzione a dare risposta ai desideri più autentici, soprattutto delle giovani generazioni. I vostri mestieri richiedono rinuncia e sacrificio, responsabilità e perseveranza, coraggio e generosità: virtù che la società odierna non sempre apprezza, ma che hanno contribuito a formare, nella vostra grande famiglia, intere generazioni”. Il Papa ha ricordato, poi, “anche i numerosi problemi legati” alla “condizione itinerante” dei circensi, “quali l’istruzione dei figli, la ricerca di luoghi adatti per gli spettacoli, le autorizzazioni per le rappresentazioni e i permessi di soggiorno per gli stranieri”. Perciò, mentre ha auspicato “che le Amministrazioni pubbliche, riconoscendo la funzione sociale e culturale dello spettacolo viaggiante, si impegnino per la tutela” della categoria di chi vi lavora, il Pontefice ha incoraggiato sia i circensi sia la società civile “a superare ogni pregiudizio e ricercare sempre un buon inserimento nelle realtà locali”.
“La Chiesa – ha spiegato il Papa  – si rallegra per l’impegno che dimostrate ed apprezza la fedeltà alle tradizioni, di cui a ragione andate fieri. Essa stessa che è pellegrina, come voi, in questo mondo, vi invita a partecipare alla sua missione divina attraverso il vostro lavoro quotidiano”. La dignità di ogni uomo, ha sottolineato Benedetto XVI, “si esprime anche nell’esercizio onesto delle professionalità acquisite e nel praticare quella gratuità che permette di non lasciarsi determinare da tornaconti economici. Così anche voi, mentre ponete attenzione alla qualità delle vostre realizzazioni e degli spettacoli, non mancate di vigilare affinché, con i valori del Vangelo, possiate continuare ad offrire alle giovani generazioni la speranza e l’incoraggiamento di cui necessitano, soprattutto rispetto alle difficoltà della vita, alle tentazioni della sfiducia, della chiusura in se stessi e del pessimismo, che impediscono di cogliere la bellezza dell’esistenza”.
Nel discorso di papa Ratzinge non è mancato un accenno alla nuova evangelizzazione: “Benché la vita itinerante impedisca di far parte stabilmente di una comunità parrocchiale e non faciliti la regolare partecipazione alla catechesi e al culto divino, anche nel vostro mondo si rende necessaria una nuova evangelizzazione”. Di qui l’auspicio: “possiate trovare, presso le comunità in cui sostate, persone accoglienti e disponibili, capaci di venire incontro alle vostre necessità spirituali”.
“Non dimenticate, però – ha continuato il Papa -, che è la famiglia la via primaria di trasmissione della fede, la piccola Chiesa domestica chiamata a far conoscere Gesù e il suo Vangelo e ad educare secondo la legge di Dio, affinché ognuno possa giungere alla piena maturità umana e cristiana. Le vostre famiglie siano sempre scuole di fede e di carità, palestre di comunione e di fraternità”. Il Pontefice ha ripetuto, poi agli artisti e operatori dello spettacolo viaggiante quanto affermato all’inizio del suo pontificato: “Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri l’amicizia con Lui… Solo in quell’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quell’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera”.
Al Papa sono stati donati un’enciclopedia della marionetta, una scultura in bronzo, un’icona, una piccola giostra, un circo in miniatura, alcuni quadri e una riproduzione del “Carro di Tespi”: rappresenta il primo artista che nel 50 avanti Cristo iniziò a esibirsi in spettacoli itineranti. Giotto lo dipinse sul lato orientale del campanile di Firenze. (Raffaele Iaria)