Roma – “La pastorale per i migranti, le parrocchie e le comunità religiose devono impegnarsi affinché nessuno sia lasciato solo a se stesso. Si devono trovare i modi affinché ognuno sia coinvolto nella comunità, e condivida con gli altri i doni ricevuti, inclusa la fede”.
E’ quanto ha detto oggi pomeriggio il card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e coordinatore della sezione sulle migrazioni della Commissione Ccee “Caritas in veritate”, aprendo a Roma l’incontro “Una pastorale di comunione per una rinnovata evangelizzazione” organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).
“Nessuno può rimanere saldo nella fede se non la fa fruttificare nella missione”, ha sottolineato il card. Bozanic aggiungendo che “una fede nascosta finisce per spegnersi. Rimaniamo nella speranza che le leggi e la cultura in Europa e nel mondo non siano di ostacolo ai credenti per vivere e testimoniare la propria fede. E speriamo che i fedeli che decidono di emigrare possano seminare la fede ovunque si rechino”. Il card. Bozanic ha ricordato che “è compito della Chiesa, e quindi anche delle sue strutture, essere luogo di accoglienza ovunque arrivano o passano delle persone e offrire a tutti la possibilità di incontrarsi con Gesù”. “Non possiamo separare – ha ribadito – l’assistenza sociale, la carità, la promozione della giustizia e l’annuncio di Cristo”.
A portare il saluto della Santa Sede il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti secondo il quale “non esiste autentica difesa dell’essere umano se non tiene in giusta considerazione sia lo sforzo di coniugare legalità e sicurezza sia la tutela prioritaria della centralità e della dignità di ogni individuo, a prescindere dal suo status giuridico, nella legalità o nella irregolarità”.
“Appare sempre più impellente – ha affermato il card. Vegliò – che la Chiesa assuma l’improrogabile impegno di contribuire alla discussione, in modo che la Comunità internazionale possa concordare un quadro normativo rispettoso della giustizia e della solidarietà e, soprattutto, della dignità di ogni persona umana”.
“La risposta più efficace che la Chiesa può offrire in questi tempi difficili – ha concluso – consiste nel fare quello che ha sempre fatto, ma con maggiore generosità e urgenza”.
L’incontro vede riuniti fino al 29 novembre circa 40 vescovi e direttori nazionali per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Per la Migrantes il presidente mons. Paolo Schiavon e il direttore generale mons. Giancarlo perego.
Durante i lavori si farà il punto sull’impegno della Chiesa in Europa nella pastorale dei migranti e si cercherà di definire una Road Map per le attività della sezione migrazioni della Commissione Ccee “Caritas in Veritate”. (R.I.)



