Massa Carrara – Nella sua pagina Facebook i nomi delle famiglie che animano circhi e luna park appaiono ben in evidenza.
“Anche i social network possono aiutare a mantenere i contatti con questi amici sempre in viaggio”, spiega Ivonne Tonarelli, responsabile dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e referente toscana per il settore di circensi e fieranti.
Sessantuno anni, è da venticinque impegnata in questa “speciale” pastorale che definisce un “ponte fra chi abita la città e chi risiede nelle carovane”. Il punto di partenza è la conoscenza. Magari cominciando dai piccoli. “Abbiamo promosso un concorso per le scuole dal titolo ‘La felicità sulle ruote’, che ha avuto come obiettivo quello di guardare a questo mondo non tanto come compagnie che regalano performance e attrazioni, quanto come comunità di famiglie”. È così che si creano “legami di fiducia che fanno sentire circensi o lunaparkisti come a casa”, afferma Ivonne. Ed è così che possono essere sostenuti nelle difficoltà. Come quella dell’inserimento scolastico dei ragazzi.
“In Toscana – racconta – è stato varato un progetto della Migrantes con l’Ufficio scolastico regionale che facilita l’accoglienza in classe dei bambini dei luna park”. Perché, aggiunge, “oggi i veri nomadi sono loro”.
E come vivono la fede?
“Nelle roulotte – spiega Ivonne – la Bibbia è spesso sul tavolo. E accade che i nonni la leggano ai ragazzi”. La catechesi per i sacramenti avviene fuori. “Nella nostra diocesi preferiamo farla in parrocchia piuttosto che nella carovana. Perché è un modo per coinvolgere il popolo degli spettacoli viaggianti nella comunità e accoglierli come fratelli che tornano in famiglia». (G.G. – Avvenire)



