Figli della stessa Madre: il pellegrinaggio a Tindari dei srilankesi che vivono in Sicilia

Messina – Inizia nel migliore dei modi il servizio del nuovo cappellano della comunità cattolica srilankese di Messina, p. Cosmos Pradeep Perera T.O.R., nominato lo scorso 1° Maggio dall’arcivescovo di Messina Mons. Calogero La Piana: fervono, infatti, in questi giorni i preparativi per l’annuale pellegrinaggio a Tindari, che si svolgerà domenica prossima 13 maggio, appuntamento ormai immancabile, non solo per gli srilankesi che vivono in Sicilia, ma per quelli di tutta Italia. Ogni anno in migliaia raggiungono il Santuario situato nel messinese, nel territorio della diocesi di Patti.

 
Il santuario della Madonna di Tindari si trova in cima ad una collina, da cui uno straordinario panorama mostra il golfo e la caratteristica lingua di sabbia prospiciente il promontorio; a questa zona sabbiosa – conosciuta con il nome di Marinello o “il mare secco” – caratterizzata da piccoli laghetti e continuamente modificata dai movimenti della sabbia spinta dalle mareggiate, sono legate diverse leggende. Secondo una di esse, la madre di una bambina gravemente ammalata si rivolse alla Madonna di Tindari, facendo voto per la guarigione della figlia. Ottenuta la grazia si recò alla Statua per ringraziare la Madonna, ma vedendola bruna in viso, restò delusa ed esclamò: “Sono partita da lontano per vedere una più brutta di me”. Nel frattempo la bambina incustodita precipitò dalla cima del colle e la madre tornò a pregare la madonna Nera, che fece ritirare il mare, salvando la bambina dalle acque.
L’origine della devozione alla Madonna Nera sembra risalire al periodo della persecuzione iconoclasta. Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall’Oriente, portava nascosta nella stiva un’Immagine della Madonna, perché fosse sottratta alla persecuzione in atto. Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari. Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio, ma non riuscirono a spostare la nave; pensarono di alleggerire il carico, ma solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere il viaggio. Partita la nave, i marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per portare a riva la cassa, dove fu trovata la preziosa Immagine della Vergine. Entusiasti, decisero di trasportarla nel luogo più alto, il più bello, al Tindari, dove già da tempo esisteva una fiorente comunità cristiana.
Oggi, tra i tanti pellegrini, anche molti srilankesi si recano a Tindari per un’intensa esperienza di comunione e di preghiera attorno alla Vergine Maria, rivivendo quella filiale devozione nata nel Paese di origine; in Sri Lanka, a Mannar, esiste, infatti, il santuario di “Nostra Signora di Madhu”, divenuto meta tradizionale di pellegrinaggio dopo alcune apparizioni di Maria a dei bambini figli di contadini; in occasione della festa dell’Assunzione, centinaia di migliaia di fedeli, anche non cattolici, vi si recano in processione per venerare la statua della Beata Maria Vergine.
Così, i fedeli srilankesi rivivono a Tindari questa esperienza di pellegrinaggio, spesso accompagnati da un vescovo che giunge per l’occasione dallo Sri Lanka; quest’anno parteciperà a questo momento di fede Mons. Norbert Marshall Andradi, Oblato di Maria Immacolata, Vescovo della Diocesi di Anuradhapura. Mons. Andradi verrà ospitato a Messina, dove incontrerà Mons. La Piana, per esprimere la comunione esistente tra la chiesa srilankese e quella messinese, entrambe madri che si sentono responsabili della cura e della guida di tanti figli partiti alla ricerca di un futuro migliore in Italia. (Grazia Trischitta – Ufficio Migrantes Messina)