“Diaconia e credibilità della Chiesa”: in Germania il Convegno Nazionale dei laici delle MCI

Simmern – Dal 27 al 29 aprile nella casa BergMoriah a Simmern/Ww, si è tenuto il III° Convegno dei collaboratori laici delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania. Eravamo presenti piú di 50 collaboratori volontari arrivati dalle diverse regioni della Germania.
Il relatore, Mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha presentato il tema della “diaconia” con grande competenza, ma nello stesso tempo con una semplicitá di linguaggio che ha risvegliato in tutti noi il senso dell´essere cristiani battezzati: la “diaconia” piú che un “fare” è un “essere”.
Per questo durante il Convegno abbiamo prima di tutto ripercorso i fondamenti della vocazione del cristiano laico che si trova in una condizione migratoria.
Il battesimo ci incorpora a Cristo, ci dona la sua vita nuova risorta, una vita di amore per Dio e per il prossimo che si dilata nella nostra esistenza con il dono dei sacramenti: siamo tralci uniti alla vite.Inseriti in Lui siamo anche uniti tra noi come Chiesa, corpo di Cristo.
L’immagine della chiesa come corpo di Cristo ci rivela che essa è un organismo vivo formato da tante membra diverse: una varietà e complementarietà di vocazioni e condizioni di vita, di ministeri, carismi e responsabilità. Ognuno, in modo unico e originale, è chiamato a dare il suo contributo per una testimonianza del Vangelo nei più diversi ambienti di vita: nella chiesa, nella società, nella famiglia, nel lavoro, nella politica, nella cultura…
La Chiesa, popolo di Dio in cammino, è un anticipo di quel regno di giustizia, amore, pace, gioia che Dio vuole donare a tutta l’umanità. Come cristiani, siamo in cammino con l’umanità intera, solidali con essa e desideriamo condividere con essa la comunione con Dio, che grazie a Gesù possiamo chiamare Padre nello Spirito Santo.
Ci siamo detti che le vocazioni dei cristiani laici sono diversissime tra di loro e che comprendono un mondo di realizzazioni. Possiamo affermare che essere cristiani laici di origine immigrata è una vocazione, una chiamata che il Signore ci rivolge. In forza della consacrazione battesimale tutta la nostra esistenza è in rapporto con Cristo. Possiamo guardare alla nostra esperienza e scoprire che Dio ha un progetto per noi.
Si tratta soprattutto di diventare testimoni dell’amore universale cattolico di Gesù, crescendo come identità aperte universali: testimoni tanto compenetrati dalla fede cristiana da essere capaci di costruire ovunque comunione e di camminare e di dialogare con ogni persona, amata nella sua diversità.
Abbiamo poi riflettuto in diversi gruppi del nostro Convegno, su alcune domande proposte dal relatore: 1) I modelli di una Chiesa della caritá diagonale; 2) La Chiesa e la prossimitá ai “poveri” di oggi; 3) I “servizi segno” della caritá; 4) Rifletti e arricchisci il profilo dell´animatore laico alla caritá nella comunitá.
Infine, è stato sottolineato che per vivere tutto questo c’è bisogno di formazione, di preghiera, di crescita nella fede personale e nella conoscenza delle problematiche pastorali che abbiamo davanti a noi.
Si tratta di trovare con la Delegazione e i missionari le strade per continuare insieme questo cammino a livello locale e nazionale.
Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato, la Delegazione e in modo particolare Mons. Luciano Donatelli (vice delegato) che ha organizzato e sostenuto questo Convegno. ( Teresa Sepe, rappresentante e collaboratrice laica volontaria della delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania)