Bruxelles – “I governi devono rendersi conto che l’azione antirazzista è di basilare importanza per la costruzione di una società forte. La ricchezza e la diversità culturali hanno giovato alle società europee nel corso della storia; è essenziale opporre resistenza al razzismo per preservare il futuro dell’Europa”.
Il monito è di Jenö Kaltenbach, presidente della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri) che ieri ha diffuso il suo rapporto annuale. I Paesi europei, avverte il documento, ripreso dall’Agenzia SIR, “devono imparare a gestire la diversità o rischiano di perdere una ricca riserva di talenti economici”.
Dalle visite condotte dall’Ecri nei diversi Paesi nel corso del 2011, rivela il rapporto, emergono “tendenze preoccupanti” quali tagli nel settore delle politiche sociali, minori opportunità di lavoro e conseguente aumento dell’intolleranza nei confronti dei gruppi di immigrati e delle minoranze storiche più antiche. Secondo la Commissione, “la retorica xenofoba fa ormai parte del dibattito generale e gli estremisti utilizzano con sempre maggior frequenza i social media per diffondere i loro punti di vista, mentre la discriminazione contro i rom continua ad aggravarsi”.
Il rapporto deplora il fatto che alcuni Paesi non siano riusciti a gestire l’afflusso di migranti e richiedenti asilo nel 2011, con “rimpatri eccessivamente rapidi” e “limitate condizioni di accoglienza”. Di qui l’esortazione ai governi europei a sostenere la capacità degli organismi nazionali che si occupano di diritti umani invece di utilizzare la crisi economica come “pretesto per ridurre le loro risorse”.



