Cie: 7.700 nel 2011

Roma – Nel 2011 sono stati 7735 (6832 uomini e 903 donne) i migranti trattenuti nei 15 centri di identificazione ed espulsione (Cie) operativi in Italia e di questi solo la metà (3880) sono stati effettivamente rimpatriati. Di questi, 787 sono fuggiti dai Cie nel 2011 rispetto ai 321 del 2010.  I dati nazionali 2011 sui Cie, forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, “confermano che queste strutture, oltre ad essere del tutto inadeguate a garantire la dignità e i diritti fondamentali dei migranti trattenuti, si dimostrano, nei fatti, pressoché irrilevanti e scarsamente efficaci nel contrasto dell’immigrazione irregolare”.

Lo afferma oggi l’organizzazione umanitaria Medici per i diritti umani (Medu), ricordando che “il prolungamento a 18 mesi dei tempi massimi di trattenimento sembra aver contribuito unicamente ad esacerbare gli elementi di violenza e disumanizzazione dei Cie”, come dimostra “la serie senza precedenti di rivolte e fughe di massa dell’ultimo anno”.
Un dato sconcertante, secondo Medu, è l’alto numero di cittadini dell’Unione europea internati nei centri di identificazione ed espulsione: nel 2011 sono transitati nei Cie ben 494 migranti di origine rumena, terza nazionalità in assoluto per numero di presenze. “Dei Cie – afferma l’organizzazione – si può e si deve fare a meno”.