Roma – Forse appena un filo di rabbia in meno, certo uno di paura in più. L’uomo e la sua bimba, di origini cinesi, di nove mesi massacrati nei giorni scorsi a Roma sono sempre in cima ai pensieri e ai discorsi nella comunità cinesecapitolina. Che ormai teme di “uscire la sera” e non tanto o non soprattutto perché ha il volto dai tratti orientali, ma semplicemente perché adesso “le strade della Capitale incutono timore”, come racconta – dopo avere celebrato la Messa dell’Epifania – p. Michele Goh, il sacerdote cinese cui è affidata la responsabilità pastorale dei suoi connazionali cattolici che vivono a Roma. E che dall’altro ieri segue la famiglia di papà Zhou e della piccola Joy uccisi a Torpignattara. Giovane prete, adesso si ritrova impegnato a dover ricostruire un minimo di fiducia e un pizzico di serenità fra i suoi fedeli, che davvero ne hanno bisogno: “Tra loro c’è paura – ripete – veramente non hanno più voglia di uscire, specie di sera, e non è qualcosa di poco conto pensando ad esempio agli orari di quanti fra loro gestiscono ristoranti o vi lavorano”. Quel duplice “terribile” omicidio ha lasciato una ferita profondissima non soltanto in quella famiglia, ma “in tutti i cinesi che sono qui. Pensi che in tanti sono venuti a chiedermi di celebrare una Messa speciale per quel papà con la figlia”.
Di un nuovo tragico episodio, che segue numerosi analoghi fatti avvenuti nel 2011 parla il card. Agostino Vallini: “la morte di un uomo di 31 anni e della sua figlioletta di pochi mesi, uccisi per strada, è l’ennesimo allarmante segno del degrado morale e spirituale che sempre più pervade questo nostro tempo”. Per il cardinale, “se giustamente le Autorità devono preoccuparsi di garantire la sicurezza di tutti i cittadini, assicurando che vengano rispettati i valori che sono a fondamento del pacifico vivere civile, nondimeno è l’intera città che deve reagire a questa vera e propria emergenza”. Infatti, prosegue il card. Vallini, “quando si recidono vite umane senza alcuno scrupolo, quando il denaro annebbia le coscienze fino a condurle a disprezzare la vita altrui, quando la paura generata da tali episodi invade i cuori e la diffidenza dell’altro si diffonde, nessuno può pensare di sottrarsi dal rispondere a questi interrogativi: è questa una città degna dell’uomo? È questo il futuro che vogliamo garantire ai nostri figli?”.
“Il Santo Padre lo scorso 31 dicembre ha voluto ‘incoraggiare e ringraziare quanti sentono la responsabilità di ridonare un’anima a questa nostra società’”. La Chiesa di Roma, ribadisce il cardinale, “sostenuta dalla certezza che ‘chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, si fa lui pure più uomo’ (Gaudium et spes, 41), in questi anni è impegnata in un rinnovato annuncio del Vangelo e di testimonianza dell’amore di Dio, per aiutare la città a recuperare il suo volto più autentico”. Conclude il card. Vallini: “Roma ha bisogno di un sussulto morale che le permetta di tornare ad essere una comunità accogliente, solidale, rispettosa della dignità e della vita di ogni essere umano, che rifiuta ogni forma di violenza e di intolleranza. Solo così essa sarà all’altezza della sua millenaria storia che l’ha resa per secoli faro di civiltà per il mondo intero”.



