Roma – “La virata è arrivata qualche minuto dopo l’impatto. Ed è stata l’apocalisse: volano per terra tavolini e tutto. Cado per terra e mi rialzo. Tremante dico ai ragazzi: andate sotto il ponte zero, ai ponti A, B e C, dove sono le sale macchina, e aiutateli a risalire”.
A parlare ieri pomeriggio alla nota trasmissione televisiva “A Sua Immagine”, condotta da Rosario Carello, è don Raffaele Malena, cappellano della Costa Concordia. Il cappello si è subito recato in cappella “dove c’era Gesù Bambino, e a Lui ho affidato tutti noi”.
Il sacerdote, in collegamento dalla sede Rai di Cosenza – don Malena è infatti originario della Calabria – ha raccontato di atti negativi ma anche di atti di generosità ed eroismo. Tra quelli negativi: “quando sulla Costa Concordia è scoppiato il panico, “molti passeggeri hanno ragionato secondo il detto latino ‘mors tua vita mea’. Nel momento della paura, ho gridato: ‘ci sono dei disabili facciamoli salire sulla scialuppa’. Mi hanno risposto: ‘I disabili possono pure aspettare'”. E questo “proprio non riesco a togliermelo dalla mente”.
Molti anche gli atti di generosità sia di membri dell’equipaggio che di passeggeri.
Don Malena ieri è stato intervistato anche dal periodico francese “Famille Chrétienne”. Il sacerdote, imbarcato dagli anni ’80 sulle navi Costa, ha spiegato di aver abbandonato il transatlantico verso l’1.30 di sabato scorso, la notte della sciagura.



