Notizie marginali su immigrati e nomadi: una ricerca su tv e radio italiane

Roma – In televisione e alla radio le notizie che riguardano minoranze come gli immigrati e i rom sono “marginali” e raccontate male, perché legate alla cronaca nera, a dichiarazioni di politici, problemi ed emergenze, in modo tale da produrre nell’opinione pubblica stereotipi e pregiudizi. Difficile trovare, da parte dei giornalisti e delle testate, “racconti autonomi della realtà”. E’ quanto emerge, in sintesi, dalla ricerca Mister Media (Minorities Sterotypes on media) sulla rappresentazione delle minoranze nei media, realizzata dal Centro d’ascolto dell’informazione televisiva e il Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale dell’Università La Sapienza di Roma.
Il tema dell’immigrazione si configura – spiega la ricerca – come la tipologia maggiormente rappresentata se si parla di minoranze nei mass media italiani: infatti è presente nel 61% dei casi. Maggiore attenzione viene data dalla radio mentre in tv prevale il formato servizio breve di telegiornale legato ai singoli fatti di cronaca che “non riescono a generare grande continuità di attenzione”. La presenza di immigrati nei principali Tg è “riconducibile principalmente a fatti di cronaca che sovente riguardano – si legge nella ricerca – tematiche relative alla sicurezza sociale, alle tensioni legate allo sfruttamento del lavoro nero e alla ‘regolarizzazione’ della presenza degli immigrati, agli sbarchi di profughi e all’illegalità in generale”.
In tv e radio le principali nazionalità citate sono i tunisini (609 casi), i marocchini (410), i libici (286). I rom e sinti ricevono grande attenzione dai giornali radio (70,1%) mentre nelle trasmissioni televisive sono pressochè inesistenti (1,1%). Se ne parla solo in caso di sgomberi di campi abusivi o casi di cronaca nera. La ricerca, di 93 pagine, è stata presentata oggi a Roma presso il Senato. Sono state prese in esame 168 ore al giorno di programmazione televisiva e 360 ore al giorno di programmazione radiofonica (notiziari informativi e trasmissioni informative), con focus group che hanno coinvolto esperti, associazioni e giornalisti.