Sanremo-Celentano: a parole “impensate” seguiranno “parole pensate e anche di scusa”?

Roma – “Quando l’ignoranza prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità”. Lo afferma l’agenzia cattolica SIR in una nota pubblicata questa mattina dopo le parole di Adriano Celentano a Sanremo a riguardo del quotidiano “Avvenire” e di “Famiglia Cristiana”.

 Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di “ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui”, scrive il SIR: “vuoto di conoscenza di ciò che le testate cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della società tutta. Un vuoto voluto, e quindi ancor più triste, perché a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei media cattolici nel nostro Paese”.
“È dunque più l’amarezza che il disappunto a prendere il sopravvento dopo quanto accaduto ieri sera sul palco di un teatro che, è bene ricordarlo, non è la realtà del vivere quotidiano”, sottolinea l’agenzia cattolica: “ma il giorno dopo c’è, forse, da attendersi che a parole insensate, cioè impensate, seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono”.
Celentano – scrive in un editoriale Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire, “se l’è presa con i preti e con i frati (tutti tranne uno) ‘che non parlano del Paradiso’. E se l’è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana ‘che vanno chiusi’”.
“Tutto questo, perché – aggiunge Tarquinio – abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai”. “Naturalmente, caro Celentano – conclude Tarquinio – continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in Tv non ci vanno mai, neanche gratis”. (Raffaele Iaria)