Melbourne – Le associazioni giovanili italiane riflettono la “mobilità” tipica della vita dei giovani, che dipende dalle condizioni della famiglia, dagli studi, dal lavoro, dagli affetti, dalla professione, dal matrimonio, e dall’età (vale a dire la fascia compresa tra i 18 e i 35 anni) che contraddistingue il termine “giovane”. Nessuna meraviglia, quindi, se queste associazioni nascono, fioriscono e, talvolta, si estinguono in un arco di tempo breve. È comunque positivo il fatto che vi siano, in continuazione, dei tentativi di formare nuovi gruppi: è un segno di vitalità della fonte alla quale attingono ispirazione e coraggio e che noi chiamiamo “italianità”. Una fonte che ha avuto un momento particolarmente importante il 10-12 dicembre 2008, quando a Roma si tenne un incontro fondamentale per l’impegno di tanti ragazzi: quattrocento giovani provenienti da tutti i Paesi del mondo (una quarantina dall’Australia) si ritrovarono nella capitale italiana per discutere del loro ruolo nei Paesi nei quali vivevano. Tale incontro ha lasciato un’eredità di entusiasmo che è stata accolta e ancora si respira nella Gia, l’associazione dei Giovani italiani in Australia, come ben si è visto nel corso dell’ultimo Forum, che ha avuto luogo a Melbourne. Dopo i Forum di Sydney e di Canberra, quello di Melbourne è stato particolarmente importante poiché si trovava ad affrontare la tenuta del nuovo Comitato direttivo, formato da giovani che non erano stati a Roma e che, quindi, non avevano ragioni per essere pervasi da una sorta di euforia collettiva. In Australia un gruppetto di giovani ha voluto ricambiare la fiducia data loro dai membri del Cgie (il Consiglio generale degli italiani all’estero) e dei Comites (i Comitati degli italiani all’estero) ai quali era stato affidato il compito di selezionare i delegati per l’incontro a Roma.
Al Forum di Melbourne hanno partecipato giovani di Sydney, Adelaide, Perth e Canberra, a spese proprie: e questo è già un elemento che fa onore alla serietà con la quale hanno vissuto questo evento. Il Forum ha avuto momenti di svago in un bar-ristorante cittadino, anche per rompere il ghiaccio, e per consentire ai partecipanti di conoscersi. Poi ci sono stati incontri importanti volti a qualificare gli obiettivi perseguiti dalla Gia, e a redigere un nuovo statuto.
Presso l’Istituto italiano di cultura, dopo i saluti del presidente uscente della Gia, Talis Evans, e una relazione di Maryclare Cassisi-Young, presidente del Comites del Victoria, si sono tenuti tre “laboratori”: il primo per i “nuovi arrivati” sui problemi inerenti la legislazione australiana in materia di residenza nel Paese, guidato dal giovane avvocato di Brisbane, Fabio Orlando; il secondo sulla cucina italiana come “valore” da salvaguardare e promuovere – laboratorio curato da Angela Villella e Teresa Oates –; e il terzo sulla cultura e la lingua italiana, curato dal personale dell’Istituto italiano di cultura. Successivamente c’è stato un incontro con un “Panel Discussion”, nella sede del Coasit, al quale ha partecipato il console generale d’Italia, Marco Mattacotta Cordella; il presidente della Camera di Commercio, Ben Silluzio; il parlamentare Dom Nardella, l’attore Frank Lotito, e altri esponenti della comunità. All’incontro ha fatto seguito l’assemblea della Gia che ha eletto il Comitato per l’anno prossimo. Il presidente in carica, Talis Evans, pur rimanendo nel Comitato, ha lasciato la guida del gruppo per motivi di lavoro. Presidente è stata eletta Federica Cologni (Melbourne), vicepresidente Manuela Lalli (Perth), tesoriere Jonathan D’Angelo (Perth), segretario Nicholas Butera (Melbourne), e consiglieri Talis Evans, Francesco Presacco, Mirella Mammone, Kylie Davenport, Luca Rosati e Chris Testa. Molti giovani della Gia, durante il Forum, hanno stabilito rapporti di amicizia e collaborazione con i coetanei arrivati di recente dall’Italia, tra i quali alcuni assistenti linguistici. L’interscambio di esperienze, a livello culturale, tra gli italo-australiani e questi ultimi, è prezioso. “Ci sentiamo responsabilizzati – ha detto Federica – nel tenere vive le nostre radici italiane”. L’assemblea ha deciso che la Gia rimanga una “federazione” di gruppi, circoli universitari, associazioni giovanili operanti nelle varie città d’Australia, ma alla quale possano iscriversi anche singoli individui.
Maryclare Cassisi-Young ha messo in rilievo il fatto che la sua posizione attuale di presidente del Comites è, in un certo senso, il coronamento di un lungo impegno nelle associazioni giovanili. “Ho avuto molti ruoli nella comunità – ha affermato Maryclare –. Sono stata presidente del gruppo giovanile Club Cultura e, nel 1998, sono stata eletta nel Comites per il Victoria e la Tasmania. Sono stata tra i fondatori della Gia, e capo delegazione del gruppo di Roma. Credo che noi giovani italo-australiani abbiamo molto da offrire, non solo ai nostri coetanei in Australia, ma anche ai giovani in Italia, in un momento di difficoltà per la nazione italiana”.
Forse l’aspetto di maggiore attualità del Forum è stato quello di focalizzare la questione dei rapporti tra i giovani italo-australiani e i “nuovi arrivati”. Questi hanno partecipato all’incontro con l’avvocato Fabio Orlando (uno dei pochi che era stato a Roma nel 2008), arrivato lui stesso dall’Italia, circa dieci anni fa, per completare gli studi di giurisprudenza a Brisbane. Oggi è specializzato in questioni che riguardano l’emigrazione. Sono alcune decine di migliaia i giovani italiani che vengono in Australia, ogni anno, con un visto “working holiday-vacanza lavoro”, e molti cercano di prolungare tale visto, di lavorare e di ottenere la sponsorizzazione per rimanere in questo Paese.
Il Forum di Melbourne ha fatto un ottimo lavoro nell’avvicinare i “nuovi arrivati”, e si spera che, in futuro, vi sia un rapporto costruttivo da entrambe le parti, per crescere insieme con un programma di attività condivisa. È stato bello vedere, al Forum, l’interesse di alcune associazioni regionali di Lazio, Veneto, Marche, Molise, Puglia e di altre regioni, per promuovere la Gia e la loro partecipazione con qualche giovane rappresentante. La presenza di circa 80 giovani nelle due giornate del Forum, è stata un evento positivo, che fa ben sperare per il futuro. “Per fare l’albero ci vuole il seme” scriveva Gianni Rodari in una poesia musicata e cantata da Sergio Endrigo, che vuole essere il messaggio d’augurio per il Forum di Perth del 2012. (Germano Spagnolo – Il Messaggero di sant’Antonio)



