Roma – Rispetto al 2010 il totale dei pasti distribuiti dalla mensa del Centro Astalli di Roma è quasi raddoppiato, passando da 60.000 a più di 115.000, con una media giornaliera di pasti offerti superiore alle 400 unità. Un simile aumento, che peraltro non si discosta da quanto fatto registrare dalle altre mense sociali di Roma, è dovuto a diversi fattori: su tutti “l’interruzione della politica dei respingimenti e la grave crisi economica, che si è abbattuta con maggior violenza sui soggetti più vulnerabili come i rifugiati”. E’ quanto si legge nel Rapporto 2012 del Centro Astalli presentato questa mattina a Roma .
Le nazionalità più rappresentate sono Afghanistan (15% degli utenti), Costa d’Avorio (12%) e, specialmente nella prima metà dell’anno, Tunisia (12%).
Il Centro Astalli, come altri attori della società civile, non può che “esprimere soddisfazione per il fatto che, per la prima volta negli ultimi anni, si è riusciti a garantire l’accoglienza almeno a tutte le persone arrivate dal Nord Africa”, spiega il Rapporto: “resta la preoccupazione per la sostenibilità del sistema, che ha un carattere straordinario e provvisorio (a dicembre 2012 circa 20.000 posti verranno meno), ma soprattutto per il permanere di circuiti di accoglienza diversi, che non comunicano tra loro”. Il Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati coordinato dall’Anci e i circuiti di accoglienza delle grandi città hanno “continuato a scontare la grave insufficienza numerica dei posti che possono mettere a disposizione, non riuscendo di fatto a rispondere tempestivamente a tutte le richieste. Continua quindi il fenomeno dei richiedenti e titolari di protezione internazionale che, in attesa di entrare nei circuiti di accoglienza o dopo esserne usciti, vivono in ricoveri di fortuna o in edifici occupati, in una spirale di crescente marginalizzazione”.
Nel corso del 2011 si sono rivolte allo sportello lavoro del Centro soprattutto persone che si trovano in Italia da almeno due anni e che ciclicamente tornano a chiedere aiuto dopo aver concluso un periodo di lavoro di pochi mesi. Questa situazione rende quasi impossibile il raggiungimento dell’autonomia alloggiativa: per prendere un appartamento in affitto sono richieste garanzie economiche solitamente irraggiungibili per un rifugiato. Ma sono i migranti economici che stanno vivendo, a causa della crisi, una condizione di particolare disagio: più del 30% dei beneficiari che si rivolgono al Centro Astalli di Palermo, infatti, ha perso o rischia di perdere i requisiti per la validità del permesso di soggiorno.
Quasi il 65% dei 562 nuovi utenti seguiti dal centro d’ascolto nel 2011 e orientamento legale sono risultati essere vittime di tortura e violenza intenzionale. Spesso il disagio di queste persone emerge anche nei centri di accoglienza: a “La Casa di Giorgia” a Roma è stato riscontrato un notevole aumento delle ospiti affette da problemi psichici anche gravi, conseguenze dei traumi e delle violenze subite, che necessitano di cure e assistenza specializzata. Purtroppo la loro sofferenza è spesso “silenziosa e rischia di essere sottovalutata o ignorata del tutto, cosa che avviene frequentemente nei grandi centri governativi dove l’attenzione al singolo è necessariamente limitata”.
Nel 2011 l’accompagnamento integrato svolto dal Centro Astalli ha riguardato 363 vittime di tortura, la maggior parte delle quali rappresentata da giovani uomini provenienti dal continente africano: Senegal (34%), Guinea (17%), Costa d’Avorio (16%), Mauritania (8%).
Circa il 40% degli utenti ha già ottenuto una forma di protezione internazionale o umanitaria, mentre il rimanente 60% è costituito da richiedenti asilo. Le vittime di tortura che si sono sottoposte a una visita per il rilascio del certificato medico-legale da presentare alla Commissione Territoriale sono state 165.
Nel momento in cui il sistema di welfare – spiegano al Centro Astalli – procede a tagli drammatici nel sostegno a chi più ne ha bisogno, il mondo del volontariato si sforza di non far venire meno il proprio impegno: sono stati ben 455 i volontari del Centro Astalli che nel 2011 hanno messo quotidianamente a disposizione di richiedenti asilo e rifugiati tempo, energie, competenze e professionalità. Senza il loro impegno, i servizi descritti in questo rapporto non potrebbero esistere.



