Benedetto XVI: “Luce interiore per superare le prove della vita”

Città del Vaticano – La seconda domenica di Quaresima “si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo. Infatti, nell’itinerario quaresimale, la liturgia, dopo averci invitato a seguire Gesù nel deserto, per affrontare e vincere con Lui le tentazioni, ci propone di salire insieme a Lui sul ‘monte’ della preghiera, per contemplare sul suo volto umano la luce gloriosa di Dio”. Lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI all’Angelus da piazza San Pietro, sottolineando come siano due gli “elementi essenziali” dell’episodio della trasfigurazione.

 
“Anzitutto, Gesù sale con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte e là ‘fu trasfigurato davanti a loro’, il suo volto e le sue vesti irradiarono una luce sfolgorante, mentre accanto a Lui apparvero Mosè ed Elia; in secondo luogo, una nube avvolse la cima del monte e da essa uscì una voce che diceva: ‘Questi è il Figlio mio, l’amato; ascoltatelo!’”. Dunque, “la luce e la voce: la luce divina che risplende sul volto di Gesù, e la voce del Padre celeste che testimonia per Lui e comanda di ascoltarlo”. Il mistero della trasfigurazione “non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta percorrendo. Egli si è ormai decisamente diretto verso il compimento della sua missione, ben sapendo che, per giungere alla risurrezione, dovrà passare attraverso la passione e la morte di croce”.
Di questo Gesù “ha parlato apertamente ai discepoli, i quali però non hanno capito, anzi – ha detto il papa – hanno rifiutato questa prospettiva, perché non ragionano secondo Dio, ma secondo gli uomini. Per questo Gesù porta con sé tre di loro sulla montagna e rivela la sua gloria divina, splendore di Verità e d’Amore. Gesù vuole che questa luce possa illuminare i loro cuori quando attraverseranno il buio fitto della sua passione e morte, quando lo scandalo della croce sarà per loro insopportabile”.
“Dio – ha aggiunto – è luce, e Gesù vuole donare ai suoi amici più intimi l’esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura, Gesù è la lampada che non si spegne mai”. Sant’Agostino riassume questo mistero “con una espressione bellissima: ‘Ciò che per gli occhi del corpo è il sole che vediamo, lo è [Cristo] per gli occhi del cuore’”.
“Tutti noi – ha ammesso il Papa – abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della vita. Questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela, Lui, in cui abita tutta la pienezza della divinità. Saliamo con Gesù sul monte della preghiera e, contemplando il suo volto pieno d’amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente dalla sua luce”.