Mons. Marcianò a Lampedusa: la vita è “ineliminabile”

Lampedusa – Il neo Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò si è recato ieri a Lampedusa, primo viaggio in questa carica. “Con grande emozione, ve lo confesso, celebro questa Eucaristia”, ha detto: “l’emozione di trovarmi tra voi – e ne sono veramente onorato e contento – per il mio primo viaggio come Ordinario Militare; l’emozione di toccare una realtà territoriale ed umana che, in questo tempo, sta diventando simbolo e monito, per la nostra Nazione e il mondo intero”. Una terra – ha aggiunto – che voi, cari cittadini di Lampedusa, rendete sempre più ospitale, amica, sorella; una terra della quale voi, cari fratelli stranieri, continuate ad accarezzare il sogno; e una terra nella quale voi, carissimi militari, siete completamente integrati, non solo per ragioni contingenti e organizzative ma proprio perché cercate di custodire la fraternità e il sogno proteggendo, per quanto possibile e più che sia possibile, ogni vita umana che qui si avvicina. Perché la vita, potremmo gridare con la Parola di Dio che oggi abbiamo ascoltato, è sacra; la vita è ineliminabile!”. Un grido che si confonde con quello di “coloro che fuggono da una nazione, da un potere che, invece di essere custode di vita, si fa portatore di morte, si confonde, con il grido delle stragi del mare che, in questi ultimi tempi, stanno moltiplicandosi con terribile frequenza, diventando icona di illusione e menzogna, di violenza e commercio della vita umana”. E se la vita è ineliminabile, essa “non può morire”: è questa, per mons. Marcianò, la verità profonda che dovrebbe animare lo svolgimento della delicata missione Mare Nostrum. Una missione in cui “la nostra stessa Nazione Italiana, prima ancora di aspettare la complessità di organizzazioni e decisioni internazionali, si è impegnata a non tradire le singole speranze dei fratelli che qui arrivano”.