Roma – Dei 12 milioni di Rom che vivono in Europa, 150.000 sono in Italia. Di questi, 40.000 vivono nei campi mentre coloro che praticano il nomadismo sono solo il 3%. Offrire una reale fotografia del popolo Rom senza i pregiudizi che hanno dato vita ai falsi allarmi dei “bambini rapiti”, è l’obiettivo della campagna internazionale “Romaidentity – Il mio nome è Rom” co-finanziata dalla Commissione europea, con il patrocinio di Roma Capitale promossa dalla ong Ricerca e Cooperazione insieme ad Associazione Stampa Romana, Associazione Rom Sinti@Politica, Università La Sapienza, Affabulazione e altre organizzazioni di Romania e Spagna. La campagna sarà lanciata l’11 novembre con la conferenza “Conflitti, mass media e diritti” (ore 11.30) e con lo spettacolo a ingresso libero “Senza Confini – Ebrei e Zingari” di Moni Ovadia (ore 20.30). Oggi anche l’Associazione 21 luglio e Naga hanno lanciato un appello ai giornalisti perché “agiscano in modo consapevole, vista la grande responsabilità nella creazione di stereotipi e pregiudizi”. Le due associazioni chiedono il rispetto e l’applicazione della Carta di Roma e di “dar voce ai cittadini Rom e Sinti”. Alla conferenza interverrà, tra gli altri, Sabrina Tosi Cambini, autrice del libro “La zingara rapitrice” che ha rivelato come in Italia, dal 1986 al 2007, nessun caso di presunto “rapimento” di bambini non Rom da parte di Rom e Sinti si sia concluso con una condanna.



