Roma – Una croce per ricordare i morti di Lampedusa. In Italia diverse le iniziative per ricordare il tragico naufragio dello scorso 3 ottobre che ha provocato la morte di 366 persone. La diocesi di Grosseto ha promosso l’iniziativa “Lampedusa è qui”. Una fiaccolata silenziosa partita dalla Prefettura, un luogo scelto per testimoniare la presenza dello Stato in questo gesto di memoria collettiva ed ha attraversato il centro storico, crocevia giornaliero di persone, storie, incontri ed esperienze per arrivare in piazza del Duomo. Fortemente voluta dal vescovo, monsignor Rodolfo Cetoloni, ha voluto rappresentare “un piccolo segno fuori da ogni retorica”. Insieme hanno attraversato il cuore della città, per dire “con la nostra semplice presenza che è la comunità il luogo in cui ogni individuo realizza se stesso portando il proprio contributo di idee e valori e testimonianza. Non spettano a noi soluzioni, né analisi: a noi spetta recuperare la visione di una umanità – ha detto il vescovo – che si fa realmente fraternità, perché, come ha ammonito papa Francesco proprio da Lampedusa, il rischio della globalizzazione dell’indifferenza riguarda anche noi”. A Milano e Napoli si è svolta l’iniziativa lanciata da Casa dello Spirito e delle Arti, Istituto Beata Vergine Addolorata e dall’associazione Askavusa di Lampedusa. Per l’occasione è stato lanciato un appello, fatto proprio anche dalla Casa della carità di don Virginio Colmegna e dalle Catacombe di Napoli di don Antonio Loffredo, perché il maggior numero possibile di sacerdoti esponesse sull’altare della propria chiesa, in occasione della celebrazione dei riti in ricordo dei defunti, una delle 150 croci preparate dall’artigiano artista lampedusano Francesco Tuccio con i legni delle barche con cui i migranti hanno raggiunto l’isola dalle coste africane. A Milano il ritrovo per chi, cristiano o mussulmano, desiderava ricordare la tragedia di Lampedusa è stato nella chiesa di Santa Maria Incoronata dove sono state istallate una grande croce e una grande mezzaluna, entrambe costruite con il legno delle barche. In seguito è stata eseguita, per la prima volta in pubblico, l’opera “La Voce dei Sommersi” composta dal maestro Ennio Morricone per le vittime dei naufragi. Mentre l’Orchestra dei Popoli ha eseguito musiche delle tradizioni spirituali cristiane e islamiche intervallate dalla lettura di brani della Bibbia e del Corano che provengono dai testi sacri ritrovati sulle imbarcazioni. A Napoli, invece, le celebrazioni sono avvenute al Cimitero delle Fontanelle al Rione Sanità. Qui le comunità cattolica e musulmana si sono incontrate per ricordare i defunti di tutte le religioni.



