Lampedusa – Fiori sulle tombe di chi è morto in mare per raggiungere la salvezza in Europa. Alberi che porteranno il loro ricordo nel pezzo di paradiso naturalistico davanti al quale si è infranta quella speranza. Si è preparata così Lampedusa a celebrare la memoria dei 366 migranti annegati esattamente un mese fa, nel tragico naufragio di fronte alla spiaggia dell’Isola dei Conigli. Un dolore e una commozione che fanno a pugni con lo stato in cui si trovano ancora i sopravvissuti, stipati in un centro d’accoglienza che potrebbe contenere trecento ospiti e ne conta settecento, costretti a dormire in ripari di fortuna a cielo aperto, negli uffici o dentro bus e auto. Lampedusa aspetta che gli impegni assunti a vario livello, a Roma e a Bruxelles, con l’arrivo sull’isola dei massimi esponenti istituzionali, si trasformino in fatti concreti. Per rendere omaggio ai migranti nel giorno della commemorazione dei defunti, il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e il sindaco Giusi Nicolini hanno pregato davanti alle tombe delle vittime nel cimitero dell’isola. Con loro anche il procuratore di Gela Lucia Lotti e l’assessore regionale al Turismo, la bergamasca Michela Stancheris. “Ricordare chi non è ricordato, perché forse non ha nessuno; ma ricordare anche il valore e il diritto alla vita”, dice Crocetta. “Vanno trovate soluzioni immediate per il centro di Lampedusa: ieri è piovuto e i migranti hanno trovato ripari di fortuna, nei bus, negli uffici, in qualche auto. È una questione di civiltà, bisogna rendere umano il centro – aggiunge Crocetta -. Basterebbe mettere in emergenza qualche tenda, poi ovviamente ci sono tante altre questioni ancora da affrontare”. Il piazzale antistante la struttura, dove i migranti hanno costruito delle capanne, sembra una palude dopo la pioggia torrenziale. (Avvenire)



