Tifone nelle Filippine: ieri messa di suffragio in Santa Maria Maggiore

Roma – “Ang bayan kong Pilipinas/Lupain ng ginto’t bulaklák/Pilipinas kong minumutya/Pugad ng luhà ko’t dalita”. (Il mio paese, le Filippine/terra di oro e fiori/Le mie Filippine, mio tesoro/culla delle mie lacrime e sofferenze). La celebrazione per commemorare le vittime del tifone Haiyan, svoltasi ieri, domenica 24 novembre, nella basilica di Santa Maria Maggiore, è iniziata con le note solenni di “Bayan Ko”, “Il mio Paese” – canzone popolare conosciuta da tutti i filippini – cantata a una voce dai tantissimi credenti della comunità filippina di Roma accorsi alla celebrazione. Centinaia di voci, unite in preghiera “per le Pilipinas”, centinaia di persone a formare una folla raccolta e composta, nonostante la basilica veramente gremita. “Questa è una celebrazione particolare – ha sottolineato durante l’omelia monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare per il settore Centro e incaricato del Centro diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese -: personalmente sento una commozione profonda nel pregare insieme a voi e chiedere l’intercessione del Signore Nostro sul vostro Paese. Oggi – ha detto – noi preghiamo nella Comunione dei Santi e nell’amore della Chiesa, un amore che supera tutte le distanze e unisce chi è lontano”. Riprendendo le parole del Papa, monsignor Zuppi ha quindi voluto ricordare che, nei momenti di dolore, non bisogna stancarsi di chiedere “perché” al Signore: “Sono passati dei giorni da quando Haiyan è passato sulle Filippine, ma quel perché è ancora lì: dov’era il Re dell’Universo quando il tifone ha distrutto ogni cosa, perché ha permesso tutta questa sofferenza? La risposta è che Lui era lì, perché il nostro Dio non scappa davanti al dolore, ma a certi eventi tragici non c’è spiegazione. Ma, proprio per questo – ha ribadito -, il Santo Padre ha detto di non stancarci, come i bambini, di chiedere perché: con ‘la preghiera del perché’ attireremo la tenerezza del Padre su di noi, proprio come i bambini, quando domandano il perché delle cose, attirano lo sguardo d’amore di genitori, sguardo di cui hanno bisogno più ancora che delle risposte”. Padre Ricky Gente, cappellano della comunità filippina di Santa Pudenziana al Viminale, parlando a nome dei filippini di Roma, ha poi ringraziato per la solidarietà e la vicinanza i rappresentanti della Chiesa presenti – il cardinale Santos Abril y Castelló, “padrone di casa” a Santa Maria Maggiore, monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes del Vicariato di Roma, padre Greg Ramon Gaston, rettore del Pontificio Collegio Filippino – e le autorità civili intervenute, rappresentate dal console generale per le filippine in Italia, Leila Lora-Santos. “Ringraziamo – ha infine aggiunto – gli italiani che stasera sono qui, perché con la loro presenza ci hanno fatto sentire che l’Italia è con noi e ci ama”. Ricordando che le offerte raccolte durante la Messa si uniscono a quanto già donato dal Papa, dalla CEI e da Caritas per la ricostruzione delle Filippine – aggiungendosi a quanto verrà raccolto in tutta Italia il primo dicembre, durante le celebrazioni della prima domenica di Avvento – da ultimo monsignor Zuppi ha sottolineato che la strada che vince il male è solo quella della solidarietà e dell’amore, assicurando che la Chiesa non dimentica e non dimenticherà chi è stato colpito. (Elisa Storace – Romasette.it)