Ampezzo – Sono più che mai attuali, a otto anni dalla morte, le parole ed i scritti che mons. Luigi Petris, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha lasciato a favore di tutta la mobilità umana e le continue prese di posizione per quel mondo anche oggi viene guardato con tanta indifferenza. Da buon carnico, con un’esperienza triennale come cappellano a Pontebba e trentennale in Germania, tutti lo hanno conosciuto come uomo di forte tempra con un carattere deciso e talora perfino irruente, ma di profonda onestà e di corretto rapporto umano. Anche quando prendeva posizioni motivate ma ferme, rimaneva sempre disponibile all’ascolto, con pieno rispetto di chi aveva avanti e sempre disposto a rivedere la sua posizione. Sempre disponibile ad ascoltare chi a lui si rivolgeva. Anche quando era oberato di lavoro e di preoccupazioni, appariva sempre sereno. Rigoroso prima di tutto con se stesso, lo fu fino all’ultimo momento quando capì di doversi preparare all’incontro con la morte. La morte di mons. Luigi Petris è stata per la chiesa cattolica italiana una dolorosa perdita e in particolare per la Fondazione Migrantes, organismo della Conferenza Episcopale Italiana, di cui è stato per dieci anni direttore. Sempre attento alle esigenze dei poveri immigrati, emigranti, circensi, rom, sinti e marittimi. Ancora oggi, dopo otto anni, viene ricordato da tanti sacerdoti impegnati in emigrazione e da tante persone che a lui si sono avvicinate in tanti anni di emigrazione. E’ sempre stato vicino a don Pierluigi Di Piazza che a Zuliano, dove è presente da molti anni con il suo importante lavoro di accoglienza, ha intitolato la sala polifunzionale del Centro Balducci. Una sala che di settimana in settimana vengono esposti e discussi i temi che Mons. Petris per tutta la vita ha portato avanti con coraggio fino alla sua morte avvenuta, dopo lunga malattia e sofferenza, la notte tra il 20 e 21 dicembre 2005 ad Ampezzo dove domenica 23 alle ore 11.00 verrà ricordato con una santa messa celebrata da mons. Pietro Piller.



