“L”Europa sono anch’io”: parte la campagna europea

Roma – “Non possiamo più aspettare. Questa è l’ultima legislatura cui possiamo presentare la proposta di legge; occorre portare a casa il risultato per rimuovere gli ostacoli all’esercizio della cittadinanza sostanziale, realizzando il compito sancito dall’art. 3 della Costituzione”. Concordano i giovani Elvira Ricotta (Comitato romano “L’Italia sono anch’io”), Mohamed Abdalla Tailmoun, portavoce della Rete G2, e Reas Syed, del Comitato milanese della campagna, intervenuti all’incontro a Roma “L’Europa sono anch’io. Migrare dall’emergenza alla cittadinanza”. Tailmoun si sofferma sulle discriminazioni subite dalle seconde generazioni di stranieri in Italia, tra cui mancati accessi al servizio civile o a manifestazioni sportive a livello agonistico. Elvira Ricotta chiede “integrazione e interazione”. Syed, laureato in giurisprudenza, afferma di non potersi iscrivere alle scuole per la magistratura o di notariato perché privo della cittadinanza italiana. Ma noi, assicura, “siamo italiani di fatto”. Questa mattina è stato sinteticamente reso noto anche il progetto di allargare la campagna alla dimensione europea. Due gli incontri ad oggi svoltisi a Bruxelles con una quindicina di realtà sindacali e dell’associazionismo laico e religioso. Il prossimo step sarà l’elaborazione di un manifesto sulle migrazioni a livello europeo con successiva richiesta di adesione formale anche a forze politiche e candidati alle elezioni 2014. In parallelo, è allo studio un’iniziativa di raccolta firme dei cittadini (almeno un milione) da presentare alla Commissione Ue affinché predisponga strumenti per la ratifica della Convenzione Onu per i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, non ancora ratificata da alcuno Stato membro.