Card. Bozanic (CCEE), “UE e Paesi europei non chiudano gli occhi” sull’immigrazione

La Valletta – “La nostra presenza qui a Malta ci spinge a non dimenticare le tante persone che attraversano il mare Mediterraneo in condizioni così disumane alla ricerca di un mondo migliore con un sogno tra le mani che spesso si trasforma in un incubo. L’Unione europea e i diversi Paesi europei non possono chiudere gli occhi di fronte al dramma di questa gente o lasciare tutta la responsabilità sulle spalle dei singoli Paesi di frontiera”. È l’appello che il cardinale Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria (Croazia) e coordinatore della sezione migrazioni della Commissione Caritas in Veritate del CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee), ha lanciato oggi a La Valletta, in apertura dell’incontro dei vescovi e delegati della pastorale migratoria di tutta Europa, intitolato “La pastorale per i migranti e i rifugiati tra integrazione ed inclusione”.  I Paesi europei, ha auspicato il card Bozanic, “devono impegnarsi sempre più seguendo le più profonde radici e eredità che l’Europa ha ricevuto dalla fede cristiana, aiutando sia le persone sia le comunità ed i singoli Paesi di origine e di arrivo perché la giustizia ed il bene comune non siano calpestati”. Il card. Bozanic ha invitato anche a non dimenticare “neanche tutti quelli che a causa della crisi economica in Europa sono costretti a cercare un lavoro spesso lontano dalle loro case”.  “A volte la società e quindi anche la Chiesa – ha osservato l’arcivescovo di Zagabria – si confrontano con idee e progetti politici che, purtroppo, non hanno come orizzonte il bene comune e la giustizia ma soltanto gli interessi di una parte. Il fatto che la Chiesa prenda le mosse non soltanto dalla giustizia ma anche dall’insegnamento della carità da un lato la fa essere vero difensore della giustizia – quando si ama una persona si lotta per la giustizia – ma dall’altro garantisce che essa non smetterà mai di abbracciare ogni persona anche laddove manchi la giustizia”. Spesso, infatti, “la Chiesa è l’unica voce e l’unico volto amico che si avvicina e che difende ognuno, a prescindere da ogni discriminazione. Certamente il compito della Chiesa non è quello di ‘cambiare il mondo’ diventando una strategia politica, ma di portarlo all’incontro con Cristo” che “porta alla conversione che cambia il mondo”. “Quando i problemi umani sono guardati esclusivamente attraverso una lente economica – ha precisato – avviene una riduzione antropologica così forte – come è avvenuto con il marxismo- che nessuno riuscirà a rimanere in pace. Proprio per questo è necessario un sincero impegno da parte della Comunità internazionale per la pace e per lo sviluppo dei Paesi africani”. (Sir)