Tragedia Prato: “un grido di dolore”

Roma – “Da Prato sale un grido di dolore per chi è continuamente sfruttato sul lavoro. Prato è la nuova Rosarno”: lo afferma oggi al Sir monsignor Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando la tragedia del rogo nella fabbrica tessile a Prato, con sette morti e due feriti tra i lavoratori cinesi. “Lo sfruttamento, a cui sono legati probabilmente usura e tratta – dice mons. Perego da Malta, dove si apre oggi pomeriggio l‘incontro dei vescovi e delegati responsabili per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa – sono i segni di un lavoro immigrato in Italia che è privo di sicurezza, di giusta retribuzione, di riposo”. “I morti cinesi e i feriti di Prato – prosegue – gridano vendetta al cospetto di Dio. È assurdo che lo scorso anno siano stati segnalati all‘Unar, l‘ufficio nazionale anti-discriminazioni, solo 120 casi di sfruttamento sul lavoro in Italia e siano stati dati solo 80 permessi di protezione sociale per sfruttamento lavorativo”. “Senza tutele sul lavoro – conclude – la nostra democrazia perde di qualità, perché non corrisponde più ad una Repubblica fondata sul lavoro”. La Migrantes è vicina ai familiari e alla comunità cinese in Italia.