Lamezia Terme – La societa’ e la Chiesa lametina da diversi anni stanno vivendo “un processo nuovo: accogliere non piu’ singoli immigrati ma avvicinarsi alle famiglie degli immigrati”.
Lo scrive mons. Luigi Cantafora, nel messaggio per il Natale inviato alla diocesi e consegnato alle autoritàcivili e militari della citta’  e della provincia questa sera.ÂÂ
“In tal senso – scrive il presule – la presenza di queste famiglie e’ un “occasione profetica per conoscere e amare ‘lo straniero'”. Lamezia Terme si presenta come citta’ commerciale ma – sostiene mons. Cantafora -“rischia di essere chiusa all’altro, impaurita e diffidente fin dall’uscio di casa, rinunciataria rispetto alla sua vocazione storica e naturale di accoglienza calorosa, vera, amorevole. Le famiglie immigrate possono essere per noi un stimolo per l’ apertura al mondo intero, alla societa’  globalizzata, favorendo gemellaggi e progetti di sviluppo. Per questo dico: Lamezia non avere paura dello straniero! Anzi non ci sia in mezzo a te lo straniero e il forestiero, ma il fratello, la sorella, il figlio e la famiglia dell’altro “. (Raffaele Iaria)



