Bruxelles – L’Unione europea ha criticato aspramente il presunto progetto del Governo di Londra, svelato ieri dalla stampa britannica, di introdurre un tetto annuale di settantacinquemila immigrati dall’Ue, assieme ad altre limitazioni per chi cerca lavoro. “Sarebbe un enorme autogol”, hanno reso noto senza mezzi termini fonti comunitarie. Per gli analisti, si tratta di proposte che di sicuro faranno crescere la tensione, già alta su questo argomento, tra la Gran Bretagna e l’Unione europea. Secondo un rapporto dell’Home Office, i cui contenuti sono stati rivelati dal quotidiano “Sunday Times”, si prevede di facilitare l’ingresso di professionisti altamente specializzati da Paesi come Germania, Olanda e Austria, che abbiano, però, già avuto un’offerta di lavoro in Gran Bretagna. Ma per gli altri posti, la priorità verrebbe comunque data ai britannici. Nei piani dell’Home Office ci sarebbe poi il taglio annuo di trentamila unità dell’immigrazione netta dai Paesi Ue rispetto alle attuali centosessantamila. Si propone anche di limitare l’arrivo di disoccupati in cerca di lavoro dai Paesi poveri da poco entrati nell’Unione e di non concedere sussidi pubblici ai nuovi immigrati nei primi cinque anni di residenza in Gran Bretagna. Per gli esperti, il rapporto è, dunque, un attacco diretto alla libera circolazione, in vista soprattutto dell’eliminazione, l’anno prossimo, delle restrizioni applicate ai cittadini provenienti da Romania e Bulgaria. Da tempo, il Governo Cameron, anche diffondendo stime sui probabili ingressi, sottolinea i rischi di un arrivo in massa da questi due Paesi. Secondo il “Sunday Times”, un tetto sugli immigrati sarebbe simile alla “clausola di salvaguardia” applicata dalla Svizzera. Con la grande differenza, però, che il Paese elvetico non è membro dell’Ue. (Osservatore Romano)



