Richiedenti asilo: salgono a 16mila i posti di accoglienza

Roma – “Finalmente prende corpo un vero e proprio Sistema Nazionale di Accoglienza il cui perno sono proprio i Comuni e le Province”. Così Piero Fassino, Presidente dell’ANCI (associazione Nazionale dei Comuni Italiani), in riferimento al decreto 17 settembre 2013 del Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, che ha aumentato da 3mila a 16mila posti la capacità ricettiva dello SPRAR per il triennio 2014-2016. “Un’accoglienza, quella offerta da Comuni e Province con il contributo indispensabile delle Associazioni di tutela, diffusa sull’intero territorio nazionale, che garantisce – aggiunge Fassino – standard elevati di accoglienza e quindi positivi percorsi di integrazione, un buon monitoraggio degli interventi e costi messi in efficienza e controllati”. Una misura che il rappresentante dei Comuni, accoglie “con particolare soddisfazione” anche a fronte delle sollecitazioni più volte arrivate dall’Europa ad investire sul sistema di accoglienza SPRAR.  “Questo risultato – prosegue il Presidente dell’ANCI – è il frutto di una proficua collaborazione istituzionale fra Stato centrale ed Enti locali, che è diventato un modello che si è concretizzato anche al Tavolo nazionale di coordinamento presieduto dal ministero dell’Interno, e che vede la presenza di ANCI, Upi e Regioni, e dei ministeri del Lavoro e per l’Integrazione”. L’ampliamento dei posti di accoglienza è dunque “un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni dai territori e dall’ANCI e che mette in evidenza la capacità di risposta del modello SPRAR anche in condizioni difficili. Con l’occasione invito tutti i Comuni, compresi quelli che non fanno ancora parte della rete – conclude il Presidente ANCI – a cogliere a pieno questa opportunità, presentando domanda per entrare nel Sistema”.