Palermo – L’esodo non ha fine e il Mediterraneo continua a essere un ponte mobile verso la Sicilia. Quasi mille i profughi, in gran parte siriani, soccorsi nella notte tra lunedì e martedì in mezzo al mare da vari mezzi navali militari e civili. Una mobilitazione umanitaria per condurre sulla terra ferma i migranti in fuga da Paesi in guerra. Nel pomeriggio di ieri l’approdo sulle cose siciliane, da Catania a Porto Empedocle, da Pozzallo a Lampedusa. Sono in tutto 945 i profughi in navigazione su cinque barconi e tratti in salvo dalla Guardia costiera, dalla Marina Militare e da alcuni navi mercantili in transito nel Mediterraneo. Sono i numeri contenuti nel report della Guardia costiera in appena dodici ore. La prima richiesta di intervento è giunta alla centrale operativa della Guardia costiera di Roma è giunta alle 15.30 di lunedì dalla Croce rossa italiana che segnalava un Sos lanciato da alcuni migranti in difficoltà, fornendo una posizione e un numero di telefono satellitare. La chiamata proveniva da un barcone a 180 miglia dalle coste italiane, in acque maltesi. Contattate le autorità della Valletta, la centrale operativa ha inviato un aereo sul punto preciso, dirottando nella zona la nave ‘N.Loire’, che ha preso a bordo 133 persone tra le quali diverse donne e 43 minori. Altro Sos alle 17,30 di lunedì, sempre tramite satellitare, proveniente da un barcone in difficoltà a 53 miglia a sud-ovest di Lampedusa, in area Sar di competenza maltese. Nelle operazioni di soccorso è stata coinvolta la Nave Sirio della Marina Militare, in servizio di pattugliamento nella zona, che ha raccolto 223 migranti per poi dirigersi verso Pozzallo. Tra loro, 26 donne e 13 bambini. I migranti, spiega una nota della Marina Militare, da un primo sommario controllo sono di nazionalità siriana, palestinese e marocchina. Un terzo barcone con 210 migranti a bordo è stato soccorso a 75 miglia a sud di Lampedusa dal pattugliatore Corsi della Guardia costiera, mentre un’altra richiesta di aiuto arrivava da parte di un barcone a 88 miglia a sud di Lampedusa, in acque Sar libiche. Lì è stata dirottata la nave liberiana “City of Hamburg”, mentre da Lampedusa sono partiti due motovedette con a bordo medici del Cisom, il Corpo volontari del sovrano Ordine di Malta. Il mercantile, giunto sul punto ha preso a bordo 104 dei 105 migranti. L’ultimo, in precarie condizioni di salute, è stato trasferito su una delle due motovedette per ricevere le prime cure sanitarie e dirigersi velocemente verso Lampedusa, raggiunta nella mattinata di ieri. Ma l’ultima richiesta di soccorso è giunta dal sacerdote eritreo don Mosè Zerai, contattato da un gruppo di 270 profughi su un barcone alla deriva a 60 miglia da Lampedusa, in acque di competenza maltese. In collaborazione con le autorità locali, è stato dirottato il mercantile liberiano “Bux Sailor” e un pattugliatore maltese. Un’emergenza continua che richiede accoglienza adeguata. Ma le comunità locali sono molto provate. Con una lettera inviata a tutte le autorità nazionali e regionali competenti in materia di immigrazione e di igiene e sanità, il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, torna a sollecitare interventi per fronteggiare l’emergenza legata al susseguirsi di sbarchi di migranti nel porto cittadino. (A.Turrisi – Avvenire)



