Trento – É dedicata al tema del diritto alla salute la quinta edizione della manifestazione Sulle rotte del mondo, organizzata dalla Provincia e dall’Arcidiocesi di Trento, apertasi ieri mattina. Protagonisti, ancora una volta, missionari e volontari trentini, impegnati in ogni parte del mondo a lottare contro la povertà, l’emarginazione, a volte anche gli effetti delle guerre. Un patrimonio di esperienze e di conoscenze che, nell’arco della settimana, sarà messo a disposizione dei trentini, in tutta una serie di dibattiti pubblici, corredati anche da mostre fotografiche, presentazioni di film e documentari, incontri nelle scuole. Alla cerimonia ufficiale di apertura, a cui hanno preso parte anche esponenti del consiglio provinciale, delle amministrazioni locali, delle forze dell’ordine, erano presenti gli assessori provinciali alla salute e alle politiche sociali e alla solidarietà internazionale e convivenza, l’arcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan, il ministro della salute del Ghana Hanny-Sherry Avitey, il medico e docente Eduardo Missoni e suor Aldina Viliotti, missionaria in Uganda. Ieri sera, al teatro comunale di Tesero, il primo incontro pubblico, sul tema “Condizione della donna e salute materno/infantile”, mentre a Trento, al teatro Cuminetti, il presidente emerito del Cuamm Luigi Mazzucato ha presentato il film “Medici con l’Africa”, di Carlo Mazzacurati. I missionari e le missionarie trentine sparse nel mondo, dall’Africa all’Asia, dall’America Latina all’Europa orientale e balcanica sono circa 500 mentre 270 sono le associazioni laiche di volontariato che realizzano progetti di solidarietà internazionale con il sostegno della Provincia, oltre che, naturalmente, dei cittadini che in ogni modo le appoggiano. Monsignor Bressan, nel suo saluto, ha richiamato lo slogan coniato nei primi anni ’80 dall’Organizzazione mondiale per la sanità, “salute per tutti”. Uno slogan che è diventato un impegno e che in Trentino riporta alle origini stesse del cristianesimo, con l’apertura dei primi ospizi, che erano luoghi di cura ma anche di accoglienza. “I missionari – ha detto – hanno portato questo modello in ogni parte del mondo, con tanta competenza ma soprattutto tanto amore. Quest’anno ci confronteremo su questo tema, non solo con i missionari ma anche con i volontari e i medici dell’Apss. Nella consapevolezza che è tanto quello che riceviamo dagli altri paesi oltre che quello che diamo”.



