Roma – “È per tutti noi una grande gioia accogliere il Papa tra i rifugiati. La sua presenza è una benedizione”. Cosi padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, parla della visita che Papa Francesco compirà al Centro nel pomeriggio del prossimo 10 settembre e durante la quale incontrerà i rifugiati. La visita si terrà in forma privata. Il Pontefice giungerà alla mensa del Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia) nell’orario in cui ogni giorno una fila di circa 400 richiedenti asilo e rifugiati aspetta di poter consumare un pasto caldo. Entrerà a salutare i rifugiati e si intratterrà con alcuni di loro.
Al termine della sua visita alla mensa, Papa Francesco si recherà nella Chiesa del Gesù, luogo fortemente simbolico e significativo per il Centro Astalli, perché lì si trova la tomba di Padre Pedro Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati.
Ad accoglierlo troverà i rifugiati che vivono nei quattro centri d’accoglienza, che studiano alla scuola di italiano, gli utenti dello sportello socio-legale e dell’ambulatorio e i volontari del Centro La visita, dopo quella di Lampedusa, “rinnova la testimonianza di un’attenzione particolare del Santo Padre a un mondo di poveri, quali sono i rifugiati e richiedenti asilo oggi, spiega monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. “È un incontro in famiglia, con i confratelli gesuiti, per confermare un impegno per la giustizia sociale”, aggiunge mons. Perego: la visita “accompagna anche la preghiera che il Papa ha chiesto a tutti i fedeli cattolici per la pace in Siria e nel Medio Oriente nella giornata del 7 settembre”.



