Svizzera : festa per il 40esimo della Fondazione Ulev

Zurigo – “Quaranta anni, un traguardo importante per un’Associazione in cui abbiamo vissuto la nostra giovinezza e il nostro impegno, 40 anni di esperienze vissute, di speranze, di emozioni, di trepidazioni, di lunghe attese e di arrabbiature”. Con queste parole Giuseppe De Bortoli, presidente dell’Ulev (Unione lavoratori emigrati veneti) Svizzera, ha dato il via sabato 31 agosto alla festa per celebrare il 40esimo anniversario della nascita dell’Associazione che ha contribuito a far nascere nel lontano 1973. “Di fronte alla necessità di tutela e valorizzazione dell’emigrazione veneta in Svizzera ritenemmo, assieme a Franco Chiaro e Adriano Frigo, che si doveva dare vita ad una organizzazione che partendo dal mondo del lavoro fosse in grado di creare una rete di protezione, di difesa dei più deboli e di valorizzazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Ma anche di battersi per il raggiungimento di alcuni diritti che allora venivano negati, aprendo un canale di dialogo e un rapporto di collaborazione tra l’associazionismo veneto e l’Ente Regione per ottenere interventi concreti e individuare le soluzioni ai tanti problemi di quel tempo. Il tutto nell’ottica di una valorizzazione della nostra presenza che fosse a doppio binario, dalla Svizzera al Veneto e dal Veneto alla Svizzera”. De Bortoli ha poi ricordato l’azione svolta dall’Ulev nei suoi primi anni di vita, caratterizzata da un forte spirito di collaborazione con l’intero mondo dell’associazionismo italiano, con le associazioni provinciali e regionali operanti in Veneto, con i sindacati cristiani grazie a Bepi Bosa, vicentino e figura storica, assurto già all’epoca al ruolo di vice presidente della FCOM (federazione sindacale svizzera della metallurgia). Non poteva mancare l’indirizzo di saluto dell’Unaie (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati) cui aderisce la quasi totalità delle associazioni che dal Veneto rappresentano gli interessi dei loro emigrati in ogni parte del mondo e si battono con forza per mantenere vivi i legami con la terra di origine e valorizzare la cultura veneta nel mondo. Franco Narducci, presidente dell’Unaie, ha ringraziato l’Ulev e tutti suoi dirigenti passati e presenti per l’apporto fruttuoso che ha dato ad un reale miglioramento dei diritti dei lavoratori italiani in Svizzera e per la l’opera di tutela dei suoi aderenti verso la regione Veneto. “L’associazionismo non ha esaurito il proprio ruolo, anzi occorre rafforzarlo – ha sottolineato Franco Narducci – poiché non sono in gioco soltanto la difesa di diritti elementari sanciti dalla Costituzione italiana, come la parità di trattamento riservata ai cittadini italiani (riferimento all’IMU sulla prima casa degli italiani all’estero) o il diritto all’apprendimento della nostra lingua, ma è in gioco una visione di sistema, un patrimonio di valori umani, culturali e sociali che soltanto l’associazionismo può preservare e mantenere vivi. Nella relazione del presidente De Bortoli ho colto un aspetto – ha sottolineato Narducci – fondamentale, quello delle relazioni umane derivanti dalla nostra tradizione solidale e popolare che hanno rappresentato il filo indistruttibile con cui gli emigrati hanno mantenuto la propria identità culturale. L’Italia e i Governi che la dirigono non possono ignorare, come purtroppo stanno facendo da vari anni, l’importanza di tale capitale che è da annoverare tra le risorse fondamentali del nostro Paese – ha concluso Narducci – non senza esprimere la massima vicinanza e solidarietà ai cittadini italiani che stanno facendo sacrifici enormi per superare una drammatica crisi economica e di valori, che dura purtroppo da troppo tempo”. ((NoveColonne ATG)