Lampedusa – C’è da chiedersi da dove sia venuta fuori tutta questa gente. Già alle 8.30, infatti, quando il Papa è appena partito da Ciampino, la spianata del campo di calcio di Lampedusa è piena di bambini, di donne e uomini. Sono già migliaia e dalla via Roma a loro si aggiungono altri pellegrini. Siciliani soprattutto, ma non solo perché i turisti che hanno riempito l’isola sin dal primo week end di giugno si sono aggiunti a loro. I bambini sono i più entusiasti: cappellini gialli e bianchi e molti di loro anche la bandierina con i colori vaticani provano i canti. Uno per uno, guidati dal maestro di cerimonia, con voce affabile e risoluta. I volontari hanno tutti un compito da assolvere: curare il servizio d’ordine, accompagnare gli invalidi o montare attrezzatura, su ciascuno di loro ricade un piccolo grande pezzo della responsabilità di questo appuntamento con la storia. Lampedusa non lo ha mancato con il cuore, l’arrivo del Papa l’ha aiutata a trasformare ancora una volta in energia un evento che all’apparenza è molto più grande di questa isola piccola, che nel Mediterraneo rappresenta la forza dell’incontro. E per prepararlo al meglio, nel segno dell’accoglienza, molti dei pellegrini giunti dalla Diocesi agrigentina sono stati ospitati dalle famiglie lampedusane perché anche loro possano partecipare a questa giornata speciale. (N.A.)



