Rom: apre il centro di via Lombroso a Milano

Milano – L’estate è un momento sempre difficile. Soprattutto per le persone più emarginate della società, come i rom che vivono nei campi irregolari sparsi per la città. “La situazione è micidiale, soprattutto per i bambini – spiega Elisa Giunipero della Comunità di Sant’Egidio – perché d’estate non vanno a scuola e nelle baracche fa veramente molto caldo”. Già 40 bambini, informa la volontaria che da anni si occupa di integrazione e percorsi di accoglienza per le famiglie con bambini, sono stati accolti nei centri estivi degli oratori. «Li abbiamo portati in vacanza in montagna – prosegue – e fra luglio e agosto abbiamo anche in programma gite e fine settimana con loro e i loro compagni di scuola». Le attività estive permettono inoltre di mantenere vivo quel rapporto di amicizia che si è instaurato sui banchi di scuola nel corso dell’inverno. Momenti di integrazione che aiutano a superare le difficoltà di una situazione, quella dei campi rom irregolari presenti sul territorio, sempre al centro delle polemiche. Soprattutto anche alla luce di recenti proteste da parte di alcuni cittadini di quartiere per la prossima apertura del nuovo centro temporaneo di via Lombroso. A far discutere sono i fondi che verranno destinati. Per la nuova struttura si parla infatti di 2 milioni di euro, che saranno attinti da quei 5,6 rimasti dal vecchio “Piano Maroni”. «Il primo Piano Rom fu varato nel 2008 dal Ministro dell’Interno Maroni – spiegano da Palazzo Marino – Per Milano erano stati stanziati 13,6 milioni di euro. La Giunta Moratti ha speso 8 milioni e non ha risolto il problema. A Milano i Rom e i campi ci sono ancora». Con gli 8 milioni di euro è stato chiuso il campo di via Triboniano. Ma molte di quelle famiglie che sono state aiutate con il rientro assistito in patria, sostiene il Comune, sono tornate nella stessa zona. E in molti, rom e pure immigrati senzatetto, adesso hanno occupato i capannoni industriali in zona e la situazione è peggiorata rispetto a quando c’era il campo nomadi. Con i fondi vincolati dal governo (a zero costo quindi per il Comune) il piano attuato dalla giunta di Pisapia prevede gli allontanamenti programmati e l’abolizione dei campi abusivi, la messa in sicurezza delle aree sgomberate e il rispetto della legalità. L’amministrazione propone alle famiglie rom un percorso di integrazione per chi manda regolarmente i figli a scuola, fa formazione professionale e si avvia al lavoro, si fa seguire dai servizi sociali e soprattutto vive nella legalità. «I centri di accoglienza temporanea, come via Lombroso e via Barzaghi (la sede della protezione civile che attualmente ospita circa 200 persone) – spiega l’assessore alla sicurezza Marco Granelli – per noi sono prioritari e fanno parte delle linee guida stilate a novembre 2011 dopo quattro mesi di consultazione con i rappresentanti delle comunità coinvolte». «Le occupazioni abusive sono un problema per le persone che vi abitano, in condizioni da terzo mondo e per la città – aggiunge Granelli – il centro permette di dare una soluzione dignitosa». L’amministrazione, quindi, conta di concludere i lavori di via Lombroso in questi giorni. Il centro sarà seguito dalla Protezione civile, terzo settore e polizia locale e avrà una capienza di circa 150 posti in due grandi stanze-dormitori, un’area diurna e servizi igienici. «Il centro ha un costo di sette euro al giorno per persona – aggiunge Granelli – e si prevede una permanenza temporanea di un paio di mesi. Poi abbiamo 200 unità abitative disponibili nel terzo settore (mini-appartamenti e posti in pensionati) dove poter fare un periodo di accompagnamento abitativo e sociale da uno a due anni». I costi previsti per l’intera operazione comprendono 2 milioni per le strutture dei centri di emergenza “temporanea” e 1,5 per il sistema dell’accompagnamento negli appartamenti. «L’auspicio generale è che i soldi del piano Maroni vengano usati per le politiche sociali di integrazione – conclude Elisa Giunipero – cosa che mi sembra ben presente nel piano rom attivato dall’attuale amministrazione mentre in passato i soldi sono stati utilizzati per gli sgomberi. Conosciamo alcune famiglie che andranno lì a fine luglio – aggiunge – e la cosa che ci preme di più è che si possano aiutare e sostenere i bambini per la frequenza scolastica e il percorso di uscita dall’emarginazione sociale delle famiglie». (Avvenire Milano)